Breve storia
Questa nuova fase di aggregazioni completa il processo avviato nel 2004 (con Breganzona, Cureggia, Davesco-Soragno, Gandria, Pambio Noranco, Pazzallo, Pregassona e Viganello) e nel 2008 (con Barbengo, Carabbia e Villa Luganese) che ha permesso alla Città di Lugano di raggiungere gli attuali confini e di consolidare la posizione di 9a città svizzera.
L'aggregazione con i Comuni della Val Colla è stata ipotizzata la prima volta nel 1992. Il progetto ha subìto una lunga maturazione, con un primo tentativo nel 2002 che non ha trovato però esito positivo in fase di studio a causa della mancanza di "contiguità territoriale". Nel 2008 questa aggregazione è stata rilanciata e dopo una lunga fase di studio e trattative con il Consiglio di Stato oggi finalmente vede la luce.
Il Consiglio di Stato, al fine di rendere il territorio omogeneo dal punto di vista amministrativo e dei servizi, ha inoltre coinvolto anche il Comune di Sonvico e ha voluto rilanciare l'aggregazione di Cadro che era stata bocciata nel 2007 per soli 43 voti. Nasce dunque l'idea di proporre l'aggregazione tra Lugano e la Valle del Cassarate.
L'aggregazione con Carona nasce invece dall'iniziativa dell'Associazione "Carona ha un futuro: Lugano" che nel 2009 ha consegnato al Consiglio di Stato una petizione sottoscritta da 303 cittadini per chiedere al Municipio di Carona di formulare un'istanza al fine di avviare uno studio di aggregazione con Lugano. Il 13 febbraio 2011 la popolazione di Carona è stata così chiamata alle urne per esprimere la propria volontà su diversi scenari aggregativi possibili per il Comune. La maggioranza dei votanti (il 56%) si è detta favorevole all'avvio di uno studio di aggregazione con Lugano.
La Montagna abbraccia la Città
Lugano avrà quindi l'opportunità di contare su un territorio caratterizzato da vasti ambienti naturali (la valle del Cassarate e l'Arbostora) e che presentano notevoli potenzialità di sviluppo. In pratica, Lugano comprenderà nei propri confini il patrimonio naturale che circonda la città e il golfo del lago, ovvero il San Salvatore, il Monte Bré, il Monte Boglia, i Denti della Vecchia e il Garzzrola che offrono un panorama unico nel suo genere.
Attualmente, la debolezza di alcuni Comuni e la frammentarietà della gestione del territorio sono all'origine di un sottoutilizzo delle potenzialità di queste risorse naturali. La forza della città di Lugano permetterebbe dunque di valorizzare un ampio territorio e aprire nuove possibilità ai cittadini di Bogno, Cadro, Carona, Certara, Cimadera, Sonvico e Valcolla.
Infatti, i futuri nuovi quartieri beneficieranno di tutti i servizi della città, di un potenziamento della gestione del territorio e di una riduzione del moltiplicatore d'imposta.
Interazione tra territorio urbano e paesaggistico
Questa aggregazione porta con sé una grande sfida: il nuovo Comune sarà infatti caratterizzato da una grande superficie (75.8 kmq) e da un'ampia rete stradale (419.3 km). La città sarà chiamata a gestire un vasto territorio rurale che abbraccerà completamente Lugano: la gestione ottimale di boschi, pascoli, alpi, paesaggi negli inventari comunali e grandi spazi al di fuori delle zone edificabili sarà dunque tra i compiti principali della Nuova Lugano.
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