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Luoghi di culto

S.Maria a Torello
Seguendo un sentiero che fiancheggia la Chiesa della Madonna d’Ongero si arriva a Torello. È verosimile che in origine questo fosse un posto d’osservazione e che vi fosse una torretta di segnalazione (da cui deriverebbe il toponimo). Questi luoghi appartengono ai Della Torre fin dalla metà del XII secolo.

Viene ipotizzata l’esistenza di una chiesetta più antica inglobata poi dal nuovo edificio. La Chiesa di Santa Maria Assunta e l’annesso monastero sono fondati dal vescovo di Como, Guglielmo della Torre, originario di Mendrisio. Qui prendono dimora monaci dell’Ordine agostiniano. Il monastero di Torello estende i suoi diritti su numerose terre vicine; a Grancia ha il deposito del grano e possiede terreni a Carabbia, Pazzallo, Figino e Bioggio. Le rendite garantiscono il mantenimento della comunità monastica. Il convento venne soppresso con decreto pontificio nel 1389.

Nel corso dei secoli questo insediamento diventa una masseria rimasta in gestione ai Somaschi fino al 1853, quando viene messa all’asta e acquistata da una famiglia milanese, i cui discendenti sono gli attuali proprietari.

Madonna d’Ongero
Lasciando l’abitato ci si avvia per un sentiero in mezzo a un bosco di faggi e di castagni, lungo il quale si incontra un tempietto circolare con l’immagine dell’Immacolata, completamente ridipinta, originariamente eseguita da Giuseppe Antonio Petrini.

Per una Via Crucis (le tavole sono conservate all’interno della chiesa) si giunge al Santuario di Santa Maria di Loreto, detto Santuario della Madonna d’Ongero, piccolo capolavoro dell’arte barocca. Viene costruito nel 1624-1640) sulla fondamenta di un piccola cappella del 1515 che conteneva un’immagine miracolosa di Santa Maria di Loreto. Secondo la tradizione popolare l’immagine è stata ritrovata da una ragazza sordomuta che ha così riasquistato la parola.

Chiesa di S.Marta
Per un breve sentiero, dalla strada principale, si raggiunge la Chiesa di Santa Marta, posta su un poggio. In realtà intitolata ai Santi Pietro e Paolo, prende il nome dall’Arciconfraternita del Gonfalone Maggiore di Santa Marta della Buona Morte. Dal sentiero che sale verso la chiesa si vede sulla sinistra un muro in cubi di porfido e il piccolo spiazzo antistante l'edificio religioso che porta la traccia semicircolare dell’antico portale di ingresso della camera dove venivano sepolti i confratelli.

Chiesa di S.Giorgio e S.Andrea
Contigua alla Loggia si innalza la Chiesa parrocchiale di San Giorgio e Sant’Andrea, risalente con ogni probabilità all’epoca romanica. È menzionata per la prima volta nel 1425, quando Papa Martino V ne decreta la separazione dalla Chiesa collegiata di San Lorenzo di Lugano, erigendola a Chiesa parrocchiale. Oggi ci appare sostanzialmente nelle sue forme cinque-seicentesche. Durante l’ultimo quarto del Cinquecento subisce trasformazioni, per adeguarla ai dettami controriformistici del Concilio di Trento (conclusosi nel 1563), che imponevano maggior decoro agli edifici sacri e alle opere d’arte. Sulla facciata, divisa in tre fasce da lesene di pietra rosa, è dipinta l’immagine di San Giorgio mentre uccide il drago.

Chiesa di S.Maria delle Grazie a Ciona
Prima di giungere a Carona, sulla strada che viene da Lugano, si incontra la frazione di Ciona, con la piccola Chiesa di Santa Maria delle Grazie, fondata nel XVI secolo. La facciata, imbiancata, era in origine dipinta; la decorazione viene eseguita fra il 1579, anno in cui il vescovo Francesco Bonesana ne ordina l’esecuzione, e il 1597, quando terminano i lavori. 

Chiesa del San Salvatore
Attestata dal XIII secolo, dal 1680 è di proprietà della Confraternita di S.Marta. L'edificio è ricostruito nel 1704-1718 e ristrutturato nel 1818-1820. La facciata è del 1938 ed è rivestita in granito, con un protiro. All'interno c'è un'aula unica, con coro voltato a botte. Sopra c'è una torre panoramica. Si segnalano tele dei secoli XVII-XVIII.

Fonte
Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande Bellinzona, 2007

 

 

Ultima modifica 20 settembre 2016

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