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Anoressia
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L'anoressia nervosa è la mancanza o riduzione volontaria dell'appetito. È considerata un disturbo psicologico e una malattia e può condurre, se persiste, alla morte.
La patologia si sviluppa a partire da una errata immagine del proprio corpo, che si percepisce sempre come inadeguato e, in particolare, costantemente in condizioni di sovrappeso. I soggetti anoressici, temendo di non ricevere l’approvazione degli altri, cominciano a rifiutare il cibo e celano generalmente un profondo disagio che tentano di mettere a tacere attraverso il controllo ossessivo delle calorie e del peso.
 
L’anoressia si manifesta in due modi:
  • con restrizioni (anoressia restrittiva): perdita di peso ottenuta attraverso la dieta, il digiuno o l’attività fisica eccessiva
  • con abbuffate e successiva eliminazione (anoressia bulimica): alimentazione compulsiva seguita da vomito autoindotto, uso inappropriato di pillole lassative e diuretiche, iper- attività fisica per perdere peso
Sintomi comuni, che peggiorano con la perdita di peso e spesso scompaiono con la normalizzazione ponderale, sono la depressione, il deficit di concentrazione, la perdita dell’interesse sessuale, l’ossessività e l’isolamento sociale. Il corpo, ridotto all'osso, si fa teatro di una sofferenza interiore che le parole non riescono a dire.
L’anoressia, nella sua forme più grave, può condurre alla morte.