PERIODICO DI INFORMAZIONE
DEL MUNICIPIO DI LUGANO





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I Volontari Luganesi

Articolo 3
Luglio 1998

Autore Carlo Antonio Gianinazzi

Nel bicentenario dell’indipendenza

Il Corpo dei Volontari Luganesi, guardia d’onore della Città, fu costituito nel 1797, su suggerimento dei rappresentanti elvetici per fronteggiare eventuali attacchi della neonata Repubblica Cisalpina.
Si costituì un Corpo Volontari del Borgo, dalla divisa grigio-azzurra, con risvolti bianchi e, un Corpo Volontari della Campagna che si distinguevano dai primi per i risvolti rossi.
Lo sdoppiamento dei due corpi non era che una delle tante manifestazioni dell’eterno contrasto tra città e campagna, tuttavia i fini erano convergenti: infatti i due Corpi si troveranno fatalmente uniti in imprese, il cui unico scopo era la conquista della libertà. Il Riunito corpo dei Volontari ottenne anche dei privilegi dai rappresentanti svizzeri, i quali rilasciarono il brevetto di ufficiale a tutti i principali promotori che si arruolarono e, la privativa che nessun altro Corpo di milizia potesse venir formato nel Borgo di Lugano.
La compagnia si assunse l’obbligo di fare la guardia del Borgo, giorno e notte senza retribuzione in cambio della costruzione di un Corpo di Guardia. Detta costruzione fu eretta sulla riva, accanto all’attuale Palazzo Municipale, e il popolo dovette pagare diciotto lire al giorno, finché la somma investita non fosse stata estinta.
Il giorno 30 luglio ebbe luogo la consegna di uno stendardo, al Corpo Volontari, dai rappresentanti della Federazione Elvetica e dai Cantoni Svizzeri, circa cinquanta fucili e una quantità di polvere da sparo, per gli esercizi di tiro.
Nonostante la Svizzera si fosse prefissa di mantenersi neutrale si vide, al principio del 1798, minacciata dalle armate francesi che, col pretesto di voler dare la libertà ai popoli sudditi, volevano entrare sul suo territorio e riformare i governi dei rispettivi Cantoni.
I fatti di Lugano del febbraio 1798 resero vane le mire della Repubblica Cisalpina e dell’incauta precipitazione dei suoi sostenitori. La nostra gente anelava si all’indipendenza e alla libertà, ma in seno alla Confederazione Elvetica.
Il Landfogto Traxler, cosi descrisse l’attacco dei Cisalpini:
...” Il 14 gennaio alle 4 di notte corse improvvisamente la voce che i Cisalpini erano in marcia contro Lugano, e che realmente si erano vedute fiaccole a Campione, questo Corpo dei Volontari si pose, il meglio possibile, in condizioni di difesa. Ma non prestò piena fede alla cosa: ciò nonostante si mandarono fuori degli esploratori, che poi tornarono con la notizia che così era veramente; ed infatti i Cisal-
pini sbarcarono prima del far del giorno, tra le 5 e le 6. Si fece suonare immediatamente la generale e si ordinò di suonare a stormo in tutte le chiese, come pure qui in Castello.
I Cisalpini si avanzarono sin verso il Grande Albergo, dove si trovavano i signori Rappresentanti, misero un posto in quel vicolo contro “Le Corps de garde” e fecero fuoco sulle guardie, che risposero con energia, cercando di impedire con un distaccamento l’ingresso dell’albergo, però troppo tardi.
Mentre giravano dietro l’angolo, cadde un colpo sul distaccamento, che uccise sul posto il giovane Taglioretti...
Una targa fu posta, a ricordo del caduto, sull’Albergo Svizzero, in seguito, trasportata in Via Canova, causa la demolizione dello storico Albergo. Continua il Traxler:
...”In seguito tutto il Corpo dei Volontari accorse, ed i Cisalpini furono obbligati a deporre le armi come prigionieri nel quartiere dei Rappresentanti, cosa che ebbe luogo alla condizione di lasciarli partire liberamente, il che subito avvenne. Nel frattempo furono disposte ovunque delle scolte.
Si sono trovati qua e là 25 fucili, con 2 bandiere tricolori, che furono portate alla guardia principale; dopo di che, per prevenire altri avvenimenti, si rizzò sulla piazza l’albero di libertà svizzero”...
I rappresentanti Elvetici, veduto il fatto della notte precedente, e temendo tanto per la loro vita quanto per la perdita dei Baliaggi, acconsentirono che il popolo luganese proclamasse la sua libertà ed indipendenza.
Il Consiglio di Reggenza delle Comunità radunatosi fece pubblicare un proclama del seguente tenore:

P R O C L A M A
libertà eguaglianza
Avendo il Popolo luganese
proclamato la libertà questo atto venne pure confermato dalla rappresentanza
della Confederazione Elvetica.
In vista di ciò si è riunito
il Consiglio di Reggenza della Comunità, e previa la rinuncia spontanea ed unanime
delle attuali sue incombenze in mano del Popolo, ritenendo soltanto la provvisoria
necessaria amministrazione e dichiarandosi permanente
ha risoluto:
che tutti i comuni e le terre addietro separate eleggano i loro deputati da scegliersi tra le persone più intelligenti e probe per il Congresso generale da tenersi nella Chiesa P.P. di S. Antonio in Lugano, il giorno di domenica 18, circa alle ore 16, affine di nominare nel più breve termine un
Consiglio di Governo, il quale possa stabilire non solo quanto riguarda il buon ordine,
ma anche tutto ciò che potrà
concernere le relazioni
con i paesi esteri.
Il medesimo Consiglio, interprete della volontà pubblica
di questo istante di universale contentezza, e per meglio
assicurare la quiete del paese, accorda una perfetta amnistia a tutti i cittadini luganesi
che avessero avuto mano
nei recenti disordini.
Restano pure a uso luogo
il Tribunale di Giustizia e
le altre autorità costituite,
sia civili che militari,
per l’esecuzione delle leggi, ecc..
Lugano, 15 febbraio 1798

sott. Pietro Ant. Rusca Presidente - Morosini, segretario

“Vogliamo restare svizzeri ma essere liberi” questo era il motto dei luganesi nei giorni che precedettero la libertà.
I militi del Corpo Volontari furono integrati nella milizia Elvetica; ma si mantennero uniformi ed armi, per le sfilate ufficiali e, per dedizione, presenziare durante la festa della Madonna delle Grazie, nella Cattedrale di San Lorenzo. La prima bandiera infatti si trova nella Chiesa, quale segno di gratitudine per la protezione avuta durante i fatti d’arme del febbraio 1798.
La ricostituzione del Corpo avvenne, su richiesta del Municipio nell’anno 1929; in quello stesso anno il ricostituito Corpo partecipò alle sfilate, durante le giornate del Tiro Federale di Bellinzona.
Onnipresente, a manifestazioni pubbliche e commemorative, questo glorioso Corpo, sa darci emozioni al suo passare e ad ogni sventolìo di bandiera.

 

 

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