PERIODICO DI INFORMAZIONE
DEL MUNICIPIO DI LUGANO
1990 - 1991 -
1992
-
1993
-
1994 -
1995
-
1996
-
1997
-
1998
-
1999
2000
-
2001
-
2002
-
2003
-
2004
-
2005
-
2006
-
2007
-
2008
- 2009
Indice
Alberghi, Storia, Architettura
Articolo
5
Novembre
1998
Autore
Dott. Giorgio Salvadè
Lugano Hotels
L’esposizione Lugano Hôtels, si riallaccia almeno idealmente alla mostra aperta nel 1995, dedicata all’Ospedale di Lugano. La radice etimologica del termine hôtel, infatti, si apparenta con quella di Hospitales, da cui la grande acca sui cartelli indicatori o quella gigantesca dipinta in bianco su campo rosso, a indicare l’atterraggio degli elicotteri presso i più moderni nosocomi. L’accoglienza, sia quella suscitata dalla carità e da esigenze curative - si pensi nei secoli lontani ai pellegrini in sosta negli antichi ospizi -, sia quella offerta nell’ambito del moderno turismo alberghiero a conforto dei soggiornanti forestieri, muove originariamente all’insegna di quella hospitalitas propria della cristianità, che vede nell’ospite non soltanto la persona da accogliere, ma allo stesso tempo la persona medesima che offre accoglienza. Ancora oggi nel lessico italiano e francese la parola “ospite” conserva questo duplice significato.
Lugano e le sue contrade vantano una lunga e robusta tradizione nell’ospitalità rivolta ai forestieri, non solo a i tempi dei viandanti che dovevano spostarsi a piedi, a cavallo o in carrozza, ma ancora dopo nel secolo scorso, quando i moti risorgimentali dei vari popoli in Europa costringevano molti all’esilio nel nostro paese, allora l’unico dotato di istituzioni libere e democratiche.
Sfogliando questo volume troverete le personalità in visita a Lugano, di passaggio o per soggiorni più lunghi, clienti dei suoi alberghi più rinomati; ospiti di rango nobiliare e aristocratico o appartenenti alla nascente borghesia liberale. Questa tradizione. Mai assopita, è poi rifluita nello zelo dei numerosi operatori alberghieri locali come i vari Forni, Cerea, Brocca e Clericetti, o venuti da fuori come i Béha dell’albergo del Parco (il Palace) e del De la Paix - di cui trattano con dovizia i testi nel catalogo -, che favoriti dall’impulso dato dall’apertura della ferrovia nel 1882 a tutto il settore terziario, hanno saputo cogliere con intelligenza e lungimiranza le opportunità favorevoli per l’economia e il turismo luganese. La committenza alberghiera diventa importante proprio a quell’epoca, dando lavoro a diversi abili professionisti locali che sullo scorcio del secolo si affermano per la loro opera architettonica, costruendo non soltanto signorili ville d’abitazione, ma anche edifici alberghieri di pregio, molti dei quali ormai scomparsi, chiusi o destinati ad altro uso, alcuni invece ancora esistenti e rimasti pressoché identici nel complesso come lo Splendide. L’esempio degli operatori alberghieri del passato, che partirono in pratica da quasi niente, sia d’incitamento anche a quelli di oggi, che dopo la congiuntura sfavorevole degli ultimi anni, cominciano forse solo adesso, grazie a una rinnovata vivacità e a una decisa imprenditorialità, a mettere le basi per una nuova ripresa del turismo alberghiero.
La mostra curata da Antonio Gili, conservatore del Museo storico di Villa Saroli, illustra la storia degli esercizi alberghieri cittadini dall’Ottocento sino all’incirca alla metà del Novecento. Essa si sofferma in particolare sull’aspetto architettonico dei vari edifici alberghieri, accennando più in generale agli sviluppi del turismo locale alla medesima epoca, come già si era fatto con la mostra del l996 “Lugano capolinea” dedicata a funicolari, tranvie e ferrovie.
Nel ‘600 e ‘700, i forestieri soggiornavano nelle locande e nei pochi alberghi allora esistenti, quali il Croce Bianca, il Corona e il Due Spade. Poco dopo la metà del Settecento è aperto e acquista fama lo Svizzero degli albergatori Taglioretti.
Il turismo moderno, promosso in modo razionale ed organizzato, inizia però soltanto verso la metà dell’Ottocento e il primo albergo confacente, aperto nel 1855, è l’Hôtel du Parc (dal 1903 Palace), immobile per i tempi mastodontico, sorto al posto dell’antico convento degli Angeli e costruito per conto dei fratelli Ciani dall’architetto milanese Luigi Clericetti. A quel tempo, per la verità, lo stesso palazzo oggi sede del Municipio, ma in origine sede dell’ambulante governo cantonale, nei periodi in cui questo era vacante da Lugano, funzionava ad uso albergo, sulle prime con il nome di Albergo del Lago, indi con l’insegna Washington , ben visibile nella stupenda tempera, opera di Augusto Caratti (l828-l900, esposta in mostra.
Ai suoi inizi il settore alberghiero è dominato dall’hôtellerie di Alessandro Béha senjor (1821-1901), originario della Foresta Nera, vero pioniere nel ramo a Lugano. Alla mostra è esposto un suo ritratto, opera del pittore Pietro Anastasio (1859-1913). Oltre al Du Parc, Béha condusse la dependance del Belvedere (poi Hôtel Pfister -Belvedere), aprendo verso il 1874 il Beauséjour (dal 1904 Du Parc/Park Hôtel) e nel 1897 la dependance Villa Ceresio (dal 1904 Hôtel Regina) tutti e tre questi edifici ormai scomparsi da tempo. Béha muore nel 1901. Continueranno il figlio Alessandro junior, che aprirà il De La Paix, e altri della famiglia con l’albergo Béha in cima a via Mazzini.
La comparsa della ferrovia, completata su tutta la linea nel 1882, diede un notevole impulso al movimento turistico e al traffico viaggiatori.
A partire da quegli anni, Lugano vede sorgere la lunga fila di alberghi assiepati sul lungolago (Lugano, Splendide, Walter, Continental, Lloyd, Internazionale, Bellevue, Victoria, Cécile), cui s’aggiungono alcuni alberghi nel centro città (Grütli, American, Central & Post), gli alberghi sovrastanti la zona vicina alla stazione (Beauregard poi Continental, Gottardo , Berna, De la Gare poi Milan, Des Trois Suisse poi Federale, De la Ville poi Adler, Croce Bianca, Washington), sulle alture del Tassino (Métropole & Majestik, Bristol) e ai due margini del golfo, a Cassarate ( Villa Castagnola, Du Midi, Lido Seegarten) e Castagnola (Villa Moritz, Villa Eden, Müller, Belmonte), e a Paradiso (Panorama, Reichmann poi Eden, Beaurivage, Meister, Europa, Sommer poi Ritschard, Tivoli, Du Lac, ecc.).
Nei primi tempi gli esercizi alberghieri sono condotti principalmente da albergatori autoctoni (Maraini, Brocca, Forni, Bianchi, Fedele, Guidi, Cereda, Clericetti, Miraldi), mentre in seguito il settore è accaparrato da albergatori tedeschi (Landgraf, Gaeng, Reichmann, Huhn-Flükiger, Schnyder von Wartensee-Zelger, Hirt-Wyss, Möschl, Helmsauer, Handry-Stählin, Bucher-Durrer, Riedweg, Kappenberger, Bisinger, Fassbind, Camenzind, ecc,).
Diversi alberghi nascono dalla trasformazione di precedenti ville signorili, come ad esempio la Villa Merlina, che diventa lo Splendide, o la Villa Vassalli-Cerutti che diviene il già citato Beauséjour. Altri alberghi derivano da precedenti case già ad uso pensione o private nel tempo ristrutturate, ampliate e rialzate. Vi sono infine gli alberghi costruiti ex novo nello stile dell’ “albergo-palazzo”.
Questa variata tipologia di edificazione alberghiera è documentata nella mostra da una nutrita cartografia: disegni e piani fra cui belle facciate, che recano la firma di illustri professionisti, per lo più locali, quali Augusto Guidini senjor (1853-1928), Otto Maraini (1859-1940) Giuseppe Bordonzotti (1877-1932), Paolito Somazzi (1873-1914) e altri ancora. Compaiono inoltre numerose colorite immagini (cartoline postali illustrate e fotografie d’epoca), a memoria dei non pochi esercizi ormai scomparsi e a testimonianza della signorilità e dei gusti della committenza alberghiera del tempo. Sono infine esposti alcuni fogli periodici e guide, espressamente pubblicati per i forestieri ed i clienti degli alberghi e altri documenti ed oggetti di vario interesse alberghiero e turistico.
I contenuti del catalogo in sommario
• Antonio Gili, Nascita e sviluppi storici del settore turistico e alberghiero a Lugano
• L’epoca delle antiche locande e dei primi alberghi. Un albergo nel palazzo municipale ex-governativo/Il primo grande albergo; l’Hôtel du Parc (Palace)/L’albergatore AIexander Béha senjor/L”’Hôtellerie Béha”: il Belvedere del Parco (poi Pfister poi Park Hôtel) e Villa Ceresio (poi Regina)/Altri alberghi e albergatori durante e dopo la costruzione della ferrovia/Architetti ed edifici alberghieri/Un periodico per i forestieri e gli alberghi/Movimento turistico e congiunture economiche nella prima metà del ‘900/L’avvento del turismo automobilistico/Forme e immagini di promozione turistica nel ‘900.
• Inserto iconografico (più di un centinaio di immagini, molte delle quali a colori).
• Riccardo Bergossi, Architettura e tipologia degli alberghi luganesi. Dalla locanda all’albergo, la nascita del turismo/Il primo albergo luganese, l’Hôtel du Parc/ Lo sviluppo alberghiero a Lugano/L’affermazione dell’industria alberghiera a Lugano. Gli architetti/(gli interni/ L’adeguamento tecnologico: acqua, luce elettrica, telefono, riscaldamento centrale/L’albergo nella manualistica tardo ottocentesca/Dal boom del nuovo secolo alla crisi.
• Inserto cartografico (circa un centinaio di piani).
• A. Gili e Paola Costantini, Apparati:
a. Schede degli alberghi a Lugano (1850-1950);
b. Elenco dei ristoranti, osterie e caffè 1850-1960);
c. Cronologia di iniziative pro turismo a Lugano (1850-1945);
d. Nominativi di operatori turistici locali tra ‘800 e ‘900 (appunti).
ULTIMO NUMERO
|
ARCHIVIO
|
INFORMAZIONI