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I Solari e i Della Porta

Articolo 24
Settembre 2007

Autore MASSIMO AMBROSETTI

Artisti del Ceresio
I Solari e


A Milano e a Pavia lavorano ancora nel Quattrocento alcuni artisti provenienti dalle sponde del Lago di Lugano. Al volger del secolo per alcuni di loro il fulcro dell’attività, ormai pienamente rinascimentale, diventa Genova e solo negli ultimi decenni del Cinquecento si sposta a Roma dove le modulazioni del barocco stanno per mutarne il paesaggio urbano. Sono prolifiche le sponde del lago in questi due secoli,i Pedoni,gli Aprile, i Della Scala di Carona,i Carlone di Rovio,i Rodari di Maroggia,i Gaggini (o Gagini) di Bissone,sarebbero tutti capitoli da aprire.Per il momento ci limiteremo ad una succinta panoramica intorno a due famiglie che migrano lungo la penisola delle belle arti.

Ci riserviamo di tornare nelle prossime pubblicazioni su alcuni dei momenti più salienti della produzione artistica rinascimentale scaturita dall’estro di maestri che per nascita o per attinenza sono legati alle sponde del Ceresio. La prole ramificata dei Solari e dei Della Porta produce qualche crampo mentale a chi cerchi di tracciarne l’albero genealogico.Senza pretendere di dominare l’intreccio delle parentele vediamo dove sono i fulcri di eccellenza della loro produzione. Del ramo campionese dei Solari troviamo a Milano Giovanni,suo figlio Guiniforte che a sua volta avrà un figlio di nome Pietro Antonio (da non confondere con Pietro Solari detto Pietro Lombardo che negli stessi anni opera a Venezia).Giovanni è attivo alla fabbrica del Duomo come architetto dal 1452. Gli succederà Guiniforte nel 1459.Pietro Antonio,che non otterrà l’incarico di capo ingegnere,emigrerà invece a Mosca dove costruirà alcune torri del Cremlino tra le quali,secondo U.Donati,quella di Costantino ed Elena (1490).

Dei tre il più importante è Guiniforte che intraprende un’ardita sintesi nella costruzione della chiesa del convento domenicano di S.Maria delle Grazie (1465–1482): romanica nella mole bassa e massiccia e nella facciata a capanna,gotica nell’ampia finestratura e nelle crociere cordonate, rinascimentale nella decorazione pittorica della navata centrale.Non appena terminata, Ludovico il Moro, che vuole fare della chiesa il mausoleo di famiglia,fa abbattere il presbiterio e l’abside.Il nuovo progetto è attribuito a Bramante ma la ricostruzione è diretta da Giovanni Antonio Amadeo. Il risultato è l’enorme cubo sormontato da tiburio (copertura esterna della cupola) nel quale culmina il suggestivo edificio. Mentre a Leonardo viene commissionata l’Ultima Cena per il refettorio del convento, un Solari del ramo di Carona,Gristoforo (fratello del celebre pittore Andrea) è incaricato di scolpire le due figure giacenti del Moro e di Beatrice d’Este (1497) che però verranno trasferite a Pavia,l’altro centro di attività edilizia e artistica dei signori di Milano.Qui era stato soprintendente Giovanni Solari sin dal 1428 e successivamente Guiniforte dal 1462.

Della decorazione dell’elaborata facciata sono incaricati Pace Gaggini e Antonio Della Porta detto Tamagnino. Di quest’ultimo abbiamo pochi dati anagrafici,lo sappiamo imparentato sia con gli Amadeo sia con i Gaggini. In un documento del 1491 si legge “Antonio della Porta detto il Tamagnino de Porletia” (www.lariointelvese. it).Secondo il Donati nasce invece a Rovio. A Brescia scolpisce 6 busti di imperatori per la Loggia del Comune e alcuni bassorilievi in S.Maria dei Miracoli. Nel primo ventennio del Cinquecento è a Genova dove scolpisce diversi portali importanti tra i quali quello di Palazzo Grillo-Cattaneo (1505) che è un emblema del suo decorativismo ricercato. Ma l’opera più significativa è il busto di Acelino Salvago (1500),ora al Bode-Museum di Berlino,un’opera sobria e decisa che per l’intensit espressiva del volto si può dire tra i busti più riusciti del suo tempo. Giovanni Giacomo Della Porta, nipote del precedente,nasce con ogni probabilità a Porlezza nel 1485 ed opera soprattutto a Genova dove morirà nel 1555 dopo aver scolpito l’altare maggiore del Duomo. Suo figlio Guglielmo sarà il primo a trasferirsi a Roma,intorno al 1537.Lavora prima con Antonio da San Gallo il giovane e poi con Michelangelo il quale gli fa assegnare l’esecuzione del sepolcro di papa Paolo III,tuttora collocato in S. Pietro.

Il più noto dei Della Porta nasce a Genova nel 1533.Benché gli ascendenti non siano ben chiari è assai verosimile che faccia parte della famiglia originaria di Porlezza. Giacomo, allievo e collaboratore del Vignola,rielabora e conduce a termine la facciata della Chiesa del Gesù, finanziata dal cardinale Alessandro Farnese,nipote di Paolo III.Un edificio uscito dalla ferrea volontà post tridentina che è un programma teologico e un parametro architettonico al contempo. Di qui prenderanno le mosse le chiese del Seicento con le loro grandi aule luminose fatte per accogliere, abbracciare,trattenere.Giacomo progetta e costruisce anche la cupola di questo edificio ma a rendergli imperitura memoria sarà quella di S.Pietro. Sul progetto di Michelangelo innalza la più grande delle cupole dell’Universo, lavoro nel quale è affiancato da un importante ingegnere e architetto del suo tempo,Domenico Fontana di Melide. Vedremo che l’accoppiata “Della Porta & Fontana”avrà molto successo sulle sponde del Tevere.
 

 

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