Castagnola - Cassarate
Alpe di Trevino
L'Alpe di Trevino si trova al confine con il Comune di Lanzo e, pur non essendo raggiungibile con l'auto, è abitata durante i mesi estivi dalle famiglie Rezzonico e De Vecchi di Castagnola che ne sono i proprietari. Le vie per giungere all'Alpe sono due: percorrendo il sentiero della Val Ruina, valle che fa da confine tra Gandria e Lugano, oppure seguendo la strada dalla parte di San Rocco verso Campione, sentiero lungo il quale, in passato, si conducevano le mandrie all'alpe.
Per i ticinesi e per il turista di passaggio l'immagine di Lugano è strettamente legata a quella del suo bel lago, ma forse non tutti sanno che, dalla fusione del Comune di Lugano con i Comuni limitrofi di Castagnola e Brè, i confini di Lugano si sono estesi e hanno raggiunto e superato quota mille metri sul livello del mare.
Dall'Alpe di Trevino, sulla quale lo stesso Municipio si è riunito ben più di una volta, il colpo d'occhio è notevole. Chi si avventura fino all'Alpe - occorre infatti percorrere una tratta a piedi - potrà ammirare un panorama indimenticabile sull'intera Città e sul vicino Monte Brè.
L'Alpe di Trevino è una zona essenzialmente boschiva, caratteristica questa che, in passato, ha scatenato non poche controversie soprattutto inerenti al diritto di tagliare la legna. Le vicende storiche riguardanti questa zona si rivelano infatti estremamente interessanti. Si sa che i primi documenti riguardanti l'Alpe risalgono al dicembre del 1575, anno nel quale venne stipulato un accordo tra la Lega Elvetica ed il cardinale Federico Borromeo, arcivescovo di Milano e "signore" della Valsolda. L'accordo mirava a delimitare i confini ed il diritto di tagliare legna compresi fra la strada della Bolla e di Val Ruina e la sommità del monte. Con l'accordo del 1575 venne inoltre disegnata una cartina con la quale si stabilì l'esatta ubicazione dell'Alpe e della fontana di Trevino, tuttora esistente.
La questione dei confini non si risolse comunque così facilmente. Gli anni successivi videro l'accendersi di innumerevoli liti che si placarono soltanto nell'agosto del 1925 grazie ad un compromesso. A tal proposito ricordiamo che Bruno Bordoni nella sua opera "Gandria: controversie di confine" si occupò di descrivere minuziosamente gli avvenimenti dell'epoca.