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Sentiero di Gandria: salvaguardia delle specie rare vegetali e animali

Con 343 specie vegetali registrate, di cui ben 54 appartenenti alla Lista rossa delle specie minacciate in Svizzera, la manutenzione del sentiero segue i principi di conservazione e perciò si discosta da quella ordinaria: la presenza di alcune piante considerate “erbacce” non sarà dovuta a incuria ma al rispetto delle esigenze ecologiche

IL SENTIERO DI GANDRIA: UN LUOGO UNICO NEL SUO GENERE

Oltre alla sua grande bellezza paesaggistica, il Sentiero di Gandria è un unicum in Svizzera per la varietà delle specie vegetali e animali. L’area è infatti iscritta nell’Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali di importanza nazionale. A ridosso del sentiero, inoltre, vi sono superfici iscritte nell’Inventario federale dei prati e dei pascoli secchi di importanza nazionale (oggetto della relativa Ordinanza federale).

A fare del Sentiero di Gandria un luogo eccezionale dal profilo naturalistico sono molti fattori. Il sentiero sorge su una formazione rocciosa calcarea originaria del giurassico (Calcare di Moltrasio) con depositi più recenti (risalenti all’età quaternaria). Posto verso sud, è molto assolato: la temperatura media annuale rilevata tra il 1981 e il 2010 è di ben 12.4°C.

Questo microclima permette la crescita di specie vegetali molto rare. Lungo il Sentiero troviamo flora tipica dell’area insubrica, ma anche dell’area mediterranea e proveniente da altre parti del mondo. Il rilievo botanico realizzato nell’estate 2014 ha registrato la presenza di 343 specie vegetali, di cui 54 appartenenti alla Lista rossa svizzera come specie minacciate. Tra le rarità del sentiero vi sono la Campanula bononiensis, l’Inula spiraeifolia, il Peucedanum venetum, l’Ononis pusilla, il Dictamnus albus. Lungo il tracciato del sentiero, nei muri di via Cortivo a Castagnola, cresce anche l’Umbilicus rupestris, specie in pericolo di estinzione in Svizzera, a margine dell’areale.

 

UNA GESTIONE PARTICOLARE DEL VERDE

Per sopravvivere e riprodursi, queste specie necessitano di condizioni molto particolari. La gestione del sentiero non può privilegiare aspetti estetici di pulizia ordinaria a scapito della preservazione di quelli naturalistici.

Il piano di gestione del Sentiero di Gandria è rispettoso delle specificità dell’area, propone una gestione estensiva e, in punti delicati, la rinuncia allo sfalcio, che potrà essere eseguito solo su superfici erbose a fine stagione, con interventi annuali o biennali. Lo sfalcio dovrà essere evitato sulle pareti e sui piccoli affioramenti rocciosi, nonché a bordo sentiero e nei settori più particolari, dove si trovano le specie rare. In quei punti, le piante invasive e ruderali saranno estirpate manualmente.

Ogni due o tre anni, a fine stagione, sarà contenuta la crescita arbustiva nel prato secco per favorire la flora erbacea, a eccezione di singoli individui di specie interessanti che non disturbano le essenze erbacee. Tra gli alberi di pregio lungo il sentiero troviamo, ad esempio, il pero corvino, il maggiociondolo e il bagolaro. Gli interventi a tutela del prato secco avranno inizio tra fine agosto e i primi di settembre.

La nuova gestione del Sentiero di Gandria permetterà anche la salvaguardia dell’habitat di numerose specie animali rare e minacciate quali la farfalla Hipparchia fagi e la cavalletta Phaneroptera falcata.

Tra le piante invasive problematiche che saranno estirpate troviamo anche l’Erigeron karvinskianus, quella margheritina che tanto graziosamente orna i muri ma che rappresenta una minaccia per la biodiversità.

Ultima modifica 22 gennaio 2018

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