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Presentazione dell'Ente

Il villaggio di Cimadera sorge a 1100 m tra prati e densi boschi di faggi, abeti, betulle e ontani su un terrazza di origine glaciale che domina la Val Colla.

Vi si giunge dalla strada che da Sonvico (Summus Vicus) si incammina verso la Madonna d'Arla per giungere dapprima a Piandera e poi a Cimadera dove ci troviamo tra coloni che parlavano latino. Perché come Certara (Sertara nel medioveo) la Serta hara romana, la stalla cintata, così Cimadera doveva essere la summus hara la stalla più alta infatti il villaggio è il più alto del Sottoceneri.

Il paese è menzionato sin dal 1422 e inizialmente era abitato solamente durante la stagione degli alpeggi da parte dei paesani di Trecioreñ, frazione di Sonvico. Dopo la peste del 1525 la popolazione vi si insediò stabilmente. La storia di Cimadera è legata a filo doppio a quella di Sonvico la cui Castellanza (oltre che della parrocchia) era parte integrante. Con lo scioglimento dellíantica Castellanza, Cimadera rimase sotto la giurisdizione di Sonvico fino al 9 maggio 1878 allorquando per decreto Cimadera venne separata da Sonvico.

Il 14 luglio 1878 si costituiscono il nuovo comune ed il patriziato di Cimadera; la prima seduta del neo costituito patriziato moderno avvenne il 2 gennaio 1879  Il patriziato contava ben 121 fuochi appartenenti a cinque dei casati più antichi di Sonvico.

FAMIGLIE PATRIZIE

Vi sono quattro famiglie patriziali ancora esistenti. Bassi, Campana, Moresi, Soldati. Un'altra, quella dei Galli, è estinta nel comprensorio del patriziato.

I patrizi sono circa 312 per la maggior parte, vivono fuori comune , alcuni risiedono all'estero. I 164 fuochi si suddividono in: 50 domiciliati e 114 non domiciliati.

Ultima modifica 05 settembre 2015