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Storia

Portico di Biogno con torchio. Del gigantesco torchio di Biogno rimane soltanto “la preda”, il blocco di pietra che sosteneva la vite del torchio - Foto di Alessandro Rabaglio

Per secoli, le attività principali del Quartiere (unitosi a Lugano nel 2004) sono legate all'agricoltura. Prima degli insediamenti urbani, la collina del villaggio era ricoperta di vigneti e gran parte dei boschi odierni era zona di pascolo. 

Con l'agricoltura, nell'Ottocento, la bachicoltura assume a Breganzona un ruolo di primaria importanza. Nel 1890 il suo territorio conta ben 1'500 gelsi (oggi ce ne sono solo una trentina). Grazie a questa attività, molto redditizia, Breganzona vive un miglioramento economico tale da dar vita a una prima forma di economia monetaria, di ottimo auspicio per una comunità reduce da tempi molto duri.

Fino a fine Settecento, Breganzona, come il resto della regione, vive nell'incubo della peste e di frequenti crisi della produzione agricola. Condizioni che stimolano molti abitanti a emigrare in Russia, in America Latina, ma anche nella vicina nord Italia e nella Svizzera tedesca. La situazione si fa particolarmente drammatica agli inizi del secolo XIX, quando divampa il colera. A testimonianza di quel periodo tragico, v'è la facciata della Chiesa di San Sebastiano raffigurante San Rocco.

Oltre alle epidemie che decimano la popolazione, il Ticino è interessato anche da pessime condizioni meteorologiche con effetti disastrosi sull'agricoltura e quindi sui prezzi dei cereali. Accade che un breganzonese, Pietro Polar, deputato al Gran Consiglio, fa giungere frumento dalla Russia guadagnandosi un epitaffio commemorativo: "Pietro Polar che la patria ascrisse fra i suoi benemeriti quando languente per la fame magnanimo la provvide di vettovaglie nel luttuoso 1817".

Per lungo tempo la popolazione di Breganzona resta alquanto esigua. Nel 1800 è di numero inferiore a 400 abitanti. In soli 150 anni gli abitanti salgono a 883. Nel frattempo, nel 1925, Breganzona si fonde con Biogno col quale già condivideva la Chiesa parrocchiale di San Quirico e il cimitero. Grazie a tale fusione, i confini di Breganzona si estendono fino a quelli di Muzzano. Nel 1970, gli abitanti di Breganzona sono 2'800 e, nel 1991, 5'000. Di pari passo con lo sviluppo demografico vengono edificati un centro scolastico e un centro sportivo, sistemate le vie di comunicazione, potenziate le canalizzazioni e altre infrastrutture.

 

Ultima modifica 06 marzo 2018