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Cimitero di Gandria

Bruno Brusoni, nella guida itinerario-descrittiva Da Milano a Lucerna racconta che i gandriesi, a causa del territorio inerpicato su cui abitano, dormono orizzontalmente solo nel camposanto. Ma devono averne passate di notti insonni prima di essere riusciti a ottenere un cimitero dignitoso! Per l'esattezza 25 anni.

Originariamente il Cimitero di Gandria è una lapide di marmo posta sul pavimento della Chiesa parrocchiale di San Vigilio. In seguito, “per ragioni di igiene e di economia”, lo spazio dedicato alle sepolture viene esteso al sagrato e all'area a nord della chiesa. Sono create fosse singole e comuni, assegnate alle donne sposate, alle vergini e ai confratelli del Santissimo Sacramento.

Quando, il 15 giugno 1833, viene varata la Legge cantonale sui cimiteri, trovare un terreno adatto per il camposanto e conforme alle nuove norme sembra un'impresa impossibile. Il 15 aprile 1835, la municipalità decide di appellarsi al Gran Consiglio per ottenere il permesso eccezionale di costruire il cimitero laddove l'impervio terreno del villaggio lo consente. Le autorità competenti non danno risposta, cosicché, il 1. luglio 1841, il Municipio si appella al Gran Consiglio una seconda volta. Ma anche questa richiesta rimane senza risposta.

Il 19 dicembre dello stesso anno, il Municipio di Gandria invia una terza petizione al Governo, questa volta ottenendo risultati: il 30 ottobre 1842 viene inviato un medico a fare il sopralluogo per scegliere una possibile ubicazione del cimitero. Non si trova tuttavia una soluzione adeguata.

Dopo il 1853 l'Assemblea comunale decide di costruire il cimitero sul terreno dei fratelli Guglielmini, accanto all'Oratorio di San Rocco. I lavori vengono affidati al luganese Carlo Pezzi. Ma, insoddisfatto del suo operato, il Municipio sospende l'opera. Il cimitero viene allora ultimato dai gandriesi stessi che, giorno dopo giorno, a turno, costruiscono il camposanto. Il cimitero è benedetto il 28 febbraio 1858 dall'arciprete di Lugano.

Informazioni tratte da: Plinio Grossi, Gandria, Edizioni San Giorgio Muzzano 1984

Ultima modifica 06 giugno 2018

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