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Luoghi di interesse

 

La posizione invidiabile di Lugano, affacciata sull'omonimo golfo in un contesto paesaggistico di grande bellezza, offre, rivolgendosi a meridione, un'atmosfera dal sapore mediterraneo. Il suo sviluppo e la sua estensione hanno consentito di preservare edifici di pregio, parchi e giardini.
Lugano continua a essere il terzo polo finanziario in Svizzera e ospita importanti congressi internazionali. Offre tutti i vantaggi di una città cosmopolita mantenendo il suo spirito di cittadina a misura d’uomo.

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Piazza Castello - Foto Alessandro Rabaglio

PIAZZA CASTELLO

A Lugano non c'è un castello, almeno non più. C'era fino al 1515. Dopo che gli svizzeri vincono i francesi nell'intento di annettere anche i territori a sud delle Alpi, distruggono quello che resta del dominio "straniero", il castello costruito da Ludovico Sforza. Di quest'ultimo, simbolo del potere di un casato e presenza difensiva, rimane una piazza, sulla quale si affaccia il Palazzo dei congressi.

Dalla piazza si possono ammirare i pregevoli edifici di via Lucchini, viale Cattaneo, Piazza Indipendenza, Corso Pestalozzi che, ad angolo con Corso Elvezia, presenta la celebra Casa Chiattone. Alle spalle del Palazzo dei congressi vi sono il Parco Ciani e la sua Villa. E la piazza invita a pensare al passato e alla Storia della Città. 

Piazza Castello viene ripensata tra il 2004 e il 2006, su progetto degli architetti Giraudi & Wettstein e dell'architetto paesaggista Paolo Bürgi. Piazza Castello si qualifica come elemento architettonico di apertura: vi arrivano gli utenti internazionali del Palazzo dei congressi, vi passano le migliaia di persone che quotidianamente si recano nel centro città e utilizzano il parcheggio sottostante. Si qualifica anche come elemento di continuità tra il Parco Ciani, lo stesso Palazzo dei congressi e il centro città.

Monumento all'Indipendenza - Foto Alessandro Rabaglio

MONUMENTO ALL'INDIPENDENZA

Il monumento realizzato in occasione del centenario dello scontro tra Cisalpini e Volontari luganesi, avvenuto la mattina del 15 febbraio 1798, celebra anche la fine del baliaggio del Ticino e l’inizio della sua parità nei rapporti con gli altri Cantoni.

L'opera si compone di un basamento in pietra. Sui quattro lati della base si trovano due scritte commemorative e due bassorilievi in bronzo. L’obelisco, risalente al Settecento, opera di ignoto, è stato impiegato per dare slancio al basamento che è la parte rilevante del monumento.

Il basamento e le scritte sono di Otto Maraini; i due bronzi sono di Ampelio Regazzoni L’albero della libertà (1898), e di Luigi Vassalli I moti del febbraio 1798 (1898).

RIVETTA TELL

All’entrata principale del Parco Civico, sul lungolago, è collocata la statua Guglielmo Tell di Vincenzo Vela, scolpita dall’artista di Ligornetto nel 1856.

È oggetto di restauro da parte del Rotary Club di Lugano, per onorare i 200 anni dell'entrata del Canton Ticino nella Confederazione Elvetica, e riconsegnata simbolicamente al Comune e alla cittadinanza il 21 luglio 2003. Il restauro viene portato a termine da Claudio Cometta, con la collaborazione di Gianna Mina Zeni, allora curatrice e oggi direttrice del Museo Vincenzo Vela a Ligornetto. 

La statua, scolpita in un blocco di pietra arenaria proveniente dalle cave di Brenno d’Arcisate, presentava soprattutto i segni e i danni dell’azione nociva degli agenti atmosferici. Una seconda fase di restauro è stata dedicata alla ricostruzione delle parti mancanti della scultura, in particolare le due frecce che Tell stringe nella mano destra rivolta verso l’alto e la metà della balestra che l’eroe tiene con la sinistra, all’altezza del fianco.

La scultura di Gugliemo Tell sul Lungolago di Lugano non è sempre stata collocata in questo luogo, oggi appunto noto come Rivetta Tell. Il monumento dedicato all’eroe nazionale svizzero era stato collocato per volere dei fratelli Ciani, committenti dell’opera, davanti al loro Hôtel du Parc, in prossimità della Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Viene traspostato sulla Riva Albertolli nel 1914. Nel 1942 il tratto di riva che si allarga verso l’entrata del parco viene intitolato all’eroe al quale Vincenzo Vela ha dedicato l'opera.

Rivetta Tell - Foto Alessandro Rabaglio
Ultima modifica 18 ottobre 2018

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