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Luoghi storici

Il Museo con le opere dello scultore Mario Bernasconi - Foto Alessandro Rabaglio

MUSEO MARIO BERNASCONI

La casa natale dello scultore svizzero Mario Bernasconi (1899-1963) ospita le opere eseguite a Pazzallo e l'archivio.
Approfondimenti

 

CAPO SAN MARTINO

Fino al 5 ottobre 1861 è di proprietà del Comune Campione d’Italia. Adagiato sullo sperone roccioso che dal Monte San Salvatore scende a picco sul Ceresio, questo spiazzo naturale era raggiungibile prevalentemente via lago.

Lo storico Virgilio Chiesa riferendosi al periodo vissuto dalla comunità di Lugano a partire dal 1400, annota come la giustizia d’allora, basata sugli Statuti civili e criminali del 1429, fosse particolarmente rigida, pronta ad infliggere pene enormi anche per reati non gravi. Il giustiziando veniva condotto in barca o a piedi alla Punta di San Martino, accompagnato dalla Confraternita della Buona Morte di S. Marta e lì veniva giustiziato.

L’ultima esecuzione alla Forca di San Martino risale al gennaio 1804, mentre la pena di morte è abolita in tutto il Ticino il 3 maggio 1871.

Personaggi storici

SILVIO CALLONI (18.2.1851 Pazzallo, † 24.2.1931 Pazzallo), cattolico, di Pazzallo

Figlio di Pietro e di Luigia Arcellaschi. Celibe. Conseguita la licenza in scienze naturali all'Università di Ginevra, dal 1878 si stabilì in questa città, dedicandosi allo studio della botanica. Fino al 1883 lavorò al riordino degli erbari Delessert e de Candolle e pubblicò una trentina di articoli su argomenti di istologia vegetale, embriologia e sistematica, in lingua francese. Nel 1884 divenne assistente di Pietro Pavesi presso il Gabinetto di zoologia all'Università di Pavia, ottenendo nello stesso anno il dottorato. Nel 1888 il Reale istituto lombardo di scienze e lettere gli conferì il premio della Fondazione Cagnola per lo studio La fauna nivale, con particolare riguardo ai viventi delle alte Alpi. Rientrò nel Ticino nel 1893 e dal 1894 al 1912 fu insegnante di storia naturale al liceo di Lugano. Partecipò attivamente alla vita del Paese, occupandosi, oltre che di fatti culturali, di agricoltura, protezione della flora e della fauna, alpinismo, anticipando nei suoi interventi molti temi della moderna sensibilità ecologica. Pubblicò numerosi scritti a carattere scientifico e due monografie sulla flora del Ceresio (1913).

Fonte: D. Calloni (a cura di), Un naturalista dell'Ottocento, 1993

Ultima modifica 18 ottobre 2018