• Stampa
  • a a a

Storia

Il nucleo - Foto Alessandro Rabaglio

Il territorio si estende su 163 ettari. Il vecchio nucleo si trova in alto, mentre la parte più popolata del paese è in basso. La giurisdizione di Pazzallo è assai frastagliata e confina con Carabbia, Carona, Grancia, Melide, Montagnola, Pambio-Noranco e Paradiso. È costituita da ben dieci sottoquartieri che, a loro volta, si intersecano e si integrano.

Pazzallo è immerso nel verde, a pochi minuti d’auto dal centro. È rinomato per essere un Quartiere dove si vive ancora lo spirito di aggregazione tra la gente, proprio come nei villaggi di un tempo. Dal punto di vista ambientale e paesaggistico, di particolare rilievo è la zona dell’Arbostora che si dispiega dal San Salvatore a Morcote.

Tra le curiosità storiche v’è Capo San Martino, uno spiazzo situato sulla strada che da Lugano porta a Melide, chiamato Forca per le impiccagioni che venivano eseguite.

Nel 1969, a Carzo di Pazzallo, vengono scoperte tre tombe risalenti all’Età del ferro. Il sito archelogico è tuttora visitabile, e i reperti sono esposti al Castello Montebello a Bellinzona.

All’inizio del Novecento, Pazzallo conta 28 case e 194 abitanti. È l'epoca della viticoltura, dell'agricoltura e della coltura del baco da seta. Il boom demografico avviene alla fine degli anni Settanta e durante tutto il decennio seguente, per proseguire – seppur in forma più contenuta – ancora oggi. Nel 1950 si contano 297 abitanti, nel 1990 già 897.

Il Quartiere è parte di Lugano dal 2004.

Ultima modifica 15 maggio 2018