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Luoghi di culto

Chiesa di S. Maria Assunta - Foto di Alessandro Rabaglio

 

CHIESA PARROCCHIALE DI S. MARIA ASSUNTA

La chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, documentata dal 1473, risale all'epoca tardomedievale.Tra il 1720 e il 1730 sono impostate le volte e si trasforma così l'interno secondo lo stile barocco. La chiesa è restaurata nel 1943. Nel 1976-77  l'esterno è oggetto di un restauro diretto dagli architetti Mauro Buletti e Paolo Fumagalli.

La costruzione rettangolare con coro allineato è affiancata sul lato sud da un portico rinascimentale a cinque campate su colonne, limitato a ovest dal campanile e a est da una cappella (l'antica sagrestia). Il massiccio campanile tardomedievale presenta due piani di bifore (quello inferiore murato), l'ultimo piano - dell'inizio del XX secolo - ha un tetto a padiglione con quattro obelischi angolari, rifatto nel 1976.

Sotto il portico si conservano numerosi affreschi, in parte frammentari. Nella nicchia a est si trova un affresco dell'inizio del secolo XVI raffigurante una santa martire sopra cui si librano due angeli reggenti una corona a protezione dell'anima di un defunto che sta per essere ghermita con un rampino tenuto da un demonio, quasi cancellato, incatenato da San Bernardo di Chiaravalle con ai lati i Santi Rocco, Lucia, Antonio Abate (non si è certi) e Giacomo Maggiore.

Nella lunetta dell'antico portale sono visibili una Madonna di inizio XVI secolo; un San Giovanni Battista attribuito ai Seregnesi; una Madonna della Misericordia della metà del secolo XIV e due santi, d'epoca medievale.

Sul fianco ovest si trova un portico a due campate con nicchia a cappella decorata da un affresco della Visione di San Bernardo con il Crocifisso, datato 1577. Nella lunetta del portale principale, invece, è visibile un affresco della Madonna col Bambino e San Giovannino, dell'inizio del secolo XVI.

All'interno della Chiesa, la navata è voltata a botte e il coro è coperto da una cupola a pennacchi sorretta da pilastri ionici e cornicione. L'altare maggiore in marmo, datato dell'anno 1778, è opera di Giovanni Battista Adami. Sulla parete di fondo del coro è esposta una tela della fine del XVI secolo raffigurante l'Assunta con San Giovanni Battista e Santa Caterina d'Alessandria inginocchiati in bella cornice a stucco con raggiera terminale. Sulle pareti laterali si trovano quadri raffiguranti la Presentazione al tempio e S. Maria Maddalena penitente, opera di Luigi Ghelli da Pistoia dell'anno 1830. I due altari laterali sono datati 1778 e recano tele raffiguranti la Madonna del Rosario con i Santi Domenico e Antonio da Padova, eseguita a Firenze da Stefano Amigoli nel 1779; e la Morte di San Giuseppe del secolo XVIII.

Le epigrafi
Il portico della Chiesa parrocchiale è costellato di numerose lapidi con epigrafi su marmo bianco che ricordano ai posteri l'operato di artigiani e professionisti di Villa Luganese che durante il primo Ottocento hanno fatto fortuna in particolare in Toscana distinguendosi per il loro contributo artistico e culturale, nonché in ambito sociale e per doti umane.

 

ORATORIO DELLA BEATA VERGINE DI PARLÒ

Si trova sotto il paese sulla strada cantonale. È un'aula rettangolare voltata con coro, documentata dal 1597. Il coro è costruito nel 1641, cui sono aggiunti due vani laterali, la volta e il pavimento a mosaico, nel 1865. L'altare del 1775 è di Giovanni Battista Adami, accoglie l'affresco staccato della Madonna in trono col Bambino, datato 1544. Nel 1878 il tetto e le pareti dell'Oratorio sono oggetto di riparazioni. 

Nel mese di maggio la celebrazione della messa festiva, che si svolge durante l'anno nella chiesa parrocchiale, si tiene all'Oratorio di Parlò. 

Fonte:
Guida d'arte della Svizzera italiana, a cura della Società di storia dell'arte in Svizzera, 2007 Società di storia dell'arte in Svizzera, Berna e Edizioni Casagrande SA, Bellinzona

Oratorio di Parlò - Foto di Alessandro Rabaglio
Ultima modifica 22 ottobre 2018

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