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Premio Möbius Multimedia Città di Lugano

www.moebiuslugano.ch

5-6 ottobre 2018 - LAC Lugano

Premio istituito dalla Città di Lugano e dalla Radiotelevisione svizzera
in collaborazione con il Prix Möbius International, con il patrocinio della Fondazione Möbius Lugano per lo sviluppo della cultura digitale.

 

EDIZIONE 2018

Il Grand Prix Möbius Suisse va a beepro, di Andrea Albertini e Andrea Bernaschina (bitcrib), con la seguente motivazione: “Offre una risposta efficace e sostenibile a un problema cruciale per il pianeta. È auspicabile che la sua adozione sia estesa sul territorio, per un impatto reale sia per gli apicoltori che per la società tutta.”

Per la categoria dell’editoria in transizione, quest’anno il Premio Möbius per l’editoria in lingua italiana non ha proposto il classico concorso, per lasciare spazio a tre riflessioni profonde sulla crisi dell’editoria tradizionale. L’editoria deve cambiare, ma come dare valore a trasformazioni così radicali? Massimo Bray, direttore della Treccani, ha illustrato il progetto di rinnovamento dell’Istituto. L’affermazione dei nuovi media ha reso il tempo di obsolescenza di un contenuto editoriale vertiginosamente breve. L’editore oggi deve mettere al centro l’utente e i contenuti, creando un ecosistema crossmediale di canali in grado di adattarsi alle esigenze delle varie fasce dell’audience. La partecipazione è importante ma senza prescindere dalla qualità della conoscenza che viene condivisa.

A seguire Gino Roncaglia che osserva come il mondo dell’editoria oggi sembri essere fermo. Il libro digitale non cresce, ma allo stesso tempo quello di carta continua a perdere quote di mercato. C’è poca sperimentazione, e l’editoria non sembra riuscire a guardare all’esperienza e alle innovazioni di altri operatori del digitale, come videogiochi o film.

Gualtiero Carraro, infine, ha riflettuto sul futuro della “editoria mutante”. L’editoria è una forma di imprenditoria, che risente della concorrenza, oggi, dei colossi del web. Come si può rispondere all’offerta di Google o Facebook? Ci sono dei percorsi che si possono esplorare: la gamification del sapere, l’utilizzo delle tecnologie di realtà virtuale per creare una “editoria immersiva”, oppure l’integrazione, sul modello Amazon, di editoria ed e-commerce, vendendo prodotti e servizi legati ai temi di cui si pubblica.

Tornando sul tema della sperimentazione digitale, è stata assegnata alla fine dei tre interventi una menzione speciale, consegnata dal direttore della RSI Maurizio Canetta, a Fabrizio Venerandi, cofondatore della casa editrice Quintadicopertina, per le sue “Poesie elettroniche”, poesie interattive che, prendendo spunto dall’esperienza del videogioco, cercano di rinnovare l’esperienza di lettura dell’ebook.

Particolare apprezzamento hanno raccolto i video virali dei giovani studenti del corso di comunicazione visiva della SUPSI, per lanciare in rete le attività del Museo Vincenzo Vela di Ligornetto. Il vincitore del Premio Möbius Giovani per la comunicazione virale è “Blocked” di Nicola Lucchini, con questa motivazione: “Stimola a scoprire Vincenzo Vela nel territorio per ritrovarlo nel suo museo.”

In chiusura della ventiduesima edizione del Premio Möbius Multimedia Lugano il simposio “Il digitale nel nostro ecosistema”. Dopo i big data del 2016 e le smart city del 2017, si allargano ancor più gli orizzonti, riflettendo sui modi in cui le tecnologie digitali possono influenzare positivamente (e negativamente) tutto il nostro ecosistema. Moreno Celio, già direttore della Divisione dell’ambiente del Cantone Ticino, ha raccontato il lavoro fatto per il progetto di riqualifica di Airolo, in vista dello scavo del secondo tubo della galleria del San Gottardo, possibile in tempi brevi e con estrema precisione grazie a tecnologie di simulazione e rendering 3D all’avanguardia.

Andreas Kipar, architetto, cofondatore di LAND (Landscape Architecture Nature Development), Milano ha ricordato che il digitale è uno strumento che serve a ben poco senza una narrazione che dia contenuto e significato. Una narrazione che favorisce l’incontro con la realtà, la riscoperta e la riqualificazione dell’ambiente, sfruttando le possibilità degli strumenti digitali.

L’intervento di Pippo Gianoni, ingegnere forestale e in scienze ambientali, cofondatore di Dionea SA, Locarno, ha esplorato le possibilità che i nuovi strumenti di raccolta e analisi dei dati aprono quando si tratta di leggere e governare il paesaggio. Un contributo video di Luca De Biase, redattore responsabile di “Nova”, “Sole 24 Ore” dedicato all’innovazione, ha espanso ulteriormente la discussione, parlando di ecologia dei media: i dispositivi digitali che utilizziamo non sono solo estensioni del nostro corpo, ma anche parte integrante dell’ecosistema in cui viviamo, influenzando i modi con cui vi interagiamo e gli atteggiamenti che sviluppiamo.

Prima delle premiazioni, che hanno visto la partecipazione del sindaco di Lugano Marco Borradori, un fuori programma ha catturato il pubblico e ha visto come protagonista un grande intellettuale di fama mondiale da anni amico del Möbius: Derrick de Kerckhove. Partendo dalla storia di Pinocchio, come metafora del passaggio da una cultura agraria a quella industriale, de Kerckhove, intervistato da Vito Robbiani, ha avviato una riflessione sulle varie e nuove forme che l’umanità potrà assumere nell’età dell’informazione, attorno al concetto di “gemello digitale”, un alter ego virtuale che contribuisce a fornire una migliore comprensione dell’umano in carne e ossa.

Il direttore della Fondazione Möbius Lugano Alessio Petralli ha concluso: “La ricchezza degli spunti proposti nei due giorni di manifestazione e l’apprezzamento concesso dal pubblico ci confermano che il tema ambientale rappresenta la naturale evoluzione del dialogo avviato nelle precedenti edizioni. Riteniamo anche vincente la scelta di adottare una pausa di riflessione sullo stato dell’editoria, che ci consentirà di ridisegnare il premio secondo nuovi parametri, proiettati al futuro.”

Ultima modifica 08 ottobre 2018

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