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Permanente storica alla Villa Ciani

Recupero della storia dei fratelli Ciani e della residenza da loro fatta costruire nel parco sul lungolago nel 1840-43

IL RECUPERO DELLA VILLA

L’intenzione è quella di recuperare la villa come residenza impreziosita all’interno da affreschi, stucchi e decorazioni, e all’esterno dal parco e dalla vicinanza del lago, rendendola il più possibile visibile da fuori senza occultamento delle finestre e riaprendo anche alcuni corridoi finora nascosti al pubblico e le due scale a chiocciola che dal piano terreno salgono alla torretta-belvedere.

Alcune sale sono allestite in modo tradizionale recuperando qualche arredo d’epoca ed esponendo opere del Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI) attinenti al contesto storico in cui vissero i Ciani (liberalismo, Risorgimento), mentre altre accolgono proiezioni multi-visive atte a catturare i visitatori con effetti speciali e interattivi, accompagnamenti narrativi, audio e sottofondi musicali; le immagini sono ricavate in prevalenza dalla documentazione conservata all’Archivio storico.

La sala multi-visiva più ampia non illustra solo le vicende dei Ciani ma apre anche qualche “finestra” sia su aspetti più generali della storia della città, sia sull’attualità culturale e il LAC, fungendo così anche da spazio promozionale su Lugano, di cui possono usufruire anche gruppi presenti per eventi che prescindono dal percorso storico delle altre sale.

Per l’allestimento  ̶  concepito in modo da agevolare lo sgombero rapido delle sale se queste occorressero per degli eventi  ̶  ci si riserva di avvalersi del lavoro didattico che la SUPSI (Dipartimento Ambiente Costruzioni e Design) sta conducendo nell’ambito dei suoi corsi in relazione al progetto relativo alla storia della villa Ciani.

 

UN BENE DA VALORIZZARE

La Città acquistò l’intera proprietà nel 1912 adibendo la villa a sede del Museo storico fino al 1963 e del Museo Civico di Belle Arti dal 1933 al 2007, ospitando dal 1950 anche mostre temporanee a carattere artistico e storico. Villa Ciani rappresenta quindi un patrimonio “civico” per eccellenza che l’ha resa di fatto sede elettiva di attività culturali e allo stesso tempo sede di rappresentanza del Municipio.

Limitarla solo a quest’ultima funzione e a spazio di eventi congressuali, la relegherebbe a luogo anonimo, privo di un concreto riferimento alle sue origini e al suo passato, venendo meno al suo tradizionale mandato di rivolgersi con la sua attività ad una realtà culturale bipolare data dalla contiguità geografica e storica tra Ticino e Lombardia, che ha fatto di Lugano e del cantone una civitas peculiare da non obliterare.

Ultima modifica 20 novembre 2017

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