• Stampa
  • a a a
  • Torna alla lista

Conclusa la prima fase della ristrutturazione di Palazzo Reali

Conclusa la prima fase dei lavori di ristrutturazione di Palazzo Reali alla presenza del
Consigliere di Stato Manuele Bertoli, della direttrice della Divisione della cultura e degli
studi universitari Raffaella Castagnola Rossini e del direttore del MASI Tobia Bezzola.
Dal prossimo 6 ottobre la seconda sede del MASI sarà nuovamente aperta al pubblico

Il MASI avrà così la sua seconda sede a Palazzo Reali, storica dimora del Museo Cantonale d’Arte. Nei giorni scorsi si è conclusa la prima fase dei lavori, concernente gli spazi amministrativi: grazie al recupero e all’ottimizzazione di alcuni ambienti la direzione e lo staff sono oggi riuniti, per la prima volta dalla creazione del MASI, in un’unica sede. Una piccola cerimonia per sottolineare questo momento ha avuto luogo alla presenza del Consigliere di Stato Manuele Bertoli, della direttrice della Divisione della cultura e degli studi universitari Raffaella Castagnola Rossini e del direttore del MASI Tobia Bezzola.

I lavori, condotti dall’Amministrazione cantonale sotto la regia dell’architetto Piero Conconi, procederanno per la finalizzazione degli spazi espositivi, tramite il rinnovo degli impianti d’illuminazione e di climatizzazione, e la sostituzione dei serramenti. Le sale rimodernate accoglieranno, a partire dal mese di ottobre, esposizioni dedicate alle raccolte del museo, progetti legati ad artisti locali e di respiro internazionale che prediligono gli ambienti raccolti di una dimora storica.

Palazzo Reali è stato donato nel 1956 al Cantone per istituirvi il Museo Cantonale d’Arte. Dalla sua apertura nel 1987 fino al 2015, prima della nascita del MASI, ha ospitato quasi 120 mostre, oltre 200 conferenze e convegni e ha accolto circa 600’000 visitatori. Dal 2015 al 2016, divenuto una delle sedi della nuova istituzione museale, ha ospitato diversi progetti espositivi complementari alla programmazione al LAC, quali ad esempio In Ticino. Presenze d’arte nella Svizzera italiana 1840-1960 e Che c’è di nuovo? Uno sguardo sulla scena artistica emergente in Ticino. Dopo un trentennio di attività, l’adeguamento degli spazi espositivi e la riorganizzazione di quelli amministrativi si sono resi necessari per permettere al Museo – oggi tra i più grandi della Svizzera – di continuare a garantire la sua missione istituzionale di conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico e di proseguire con una programmazione espositiva di alto livello.

Ultima modifica 01 aprile 2019

Google Maps