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Riapre al pubblico Villa Malpensata, oggi sede del Museo delle culture

Lugano ritrova uno dei suoi musei più amati dal grande pubblico

Il prossimo 7 aprile, con l’esposizione Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento, saranno infatti inaugurate al pubblico le sale totalmente rinnovate di Villa Malpensata, oggi sede del MUSEC - Museo delle Culture di Lugano.

Per molti anni Villa Malpensata è stata il punto d’incontro tra la grande arte e la Città di Lugano. Oggi, lo storico complesso edilizio affacciato sul lungolago di Lugano è stato ristrutturato e ammodernato, diventando più grande e ancora più accogliente. Così si prepara a tornare al centro della scena culturale del Ticino e di tutta la Regione dell’Insubria.

«Il MUSEC che torna a svolgere in pieno le sue attività a Villa Malpensata - luogo storicamente votato alle esposizioni d’arte e amato dal grande pubblico - è anche un peculiare e innovativo modello di conduzione delle moderne organizzazioni culturali – dice il Sindaco della Città di Lugano, On. Marco Borradori - un modello il cui obiettivo di sviluppo in parte è originale, e in parte accomuna lo stesso MUSEC al Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI) per la scelta gestionale di una fondazione privata di utilità pubblica. Stiamo parlando di un sistema che si fonda principalmente sulla sostenibilità economico-finanziaria e sui piccoli passi, ma anche sul lavoro che genera risorse e quindi crescita. Ci sono voluti molti anni per capirlo. Non era facile, ma i risultati raggiunti ci permettono oggi di comprenderlo e di apprezzarlo sino in fondo».

«Molti dei risultati che giustamente oggi celebriamo con la riapertura del MUSEC a Villa Malpensata - dice il presidente della Fondazione culture e musei Roberto Badaracco, municipale della Città di Lugano - si devono a un sistema di collaborazioni che permette di collocare questo museo, da protagonista, sulla scena di settori diversi tra loro: la museografia, la ricerca nel campo dell’antropologia e dell’arte, la formazione superiore e, più in generale, un campo, quello della cultura, non sempre così facile da delimitare o recintare».

«In un giorno per noi così importante – aggiunge il direttore del MUSEC e della Fondazione culture e musei, Francesco Paolo Campione - il mio pensiero e il mio ringraziamento va a tutte le persone che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo. Dalle sale dell’Heleneum a quelle di Villa Malpensata il salto è grande. La nostra rete di protezione è annodata dai fili tessuti negli ultimi 15 anni da tutti coloro i quali hanno collaborato con il Museo. Un pezzo del successo di oggi appartiene a ciascuno di loro».

Dopo alcune anteprime, Villa Malpensata inaugura quindi le sue nuove sale espositive con una mostra promossa dal Museo delle Culture di Lugano e dal Museo Nazionale Romano con Electa. Il progetto di Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento è curato da Francesco Paolo Campione con Maria Grazia Messina. Dopo una prima tappa alle Terme di Diocleziano a Roma, prosegue mettendo in dialogo ottanta opere tra sculture di grandi maestri del Novecento e capolavori di arte etnica e popolare databili tra il XVIII e l’inizio del XX secolo, assieme a una selezione di opere precolombiane.

Je suis l’autre è un viaggio tematico attraverso l’atto creativo, l’inconscio e i miti ed è concepito come una mappa che guida il visitatore attraverso la rivoluzione formale della scultura del Novecento, nata per l’appunto dall’incontro tra gli artisti delle Avanguardie e l’arte etnica e popolare. Dagli inizi del Novecento, infatti, comincia anche per la scultura quel processo di rinnovamento dei linguaggi che aveva già coinvolto la pittura: con il desiderio di affrancarsi dai canoni della verosimiglianza, gli scultori fecero propria l’idea di poter esprimere i loro mondi interiori. L’universo espressivo ingenuo, spontaneo e denotato da una forte carica vitale dell’arte cosiddetta «primitiva» ha, in tal senso, rappresentato una vera «rivelazione».

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Electa e curato da Francesco Paolo Campione e Maria Grazia Messina. Il volume comprende numerosi saggi e un ricco corredo fotografico. In occasione dell’esposizione luganese sarà presentata anche una ricca antologia sulle «arti primitive» viste dagli artisti e dagli intellettuali del Novecento, un testo che offre un’ampia e documentata visione multifocale dei significati e dei valori delle opere presentate e, più in generale, del tema del Primitivismo nell’arte del Novecento.

Ultima modifica 05 aprile 2019

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