L’indagine, che ha coinvolto oltre 2'000 cittadini over 70 su un totale di riferimento di 8'606 persone, restituisce una fotografia approfondita di questa realtà e offre una base concreta per orientare le future politiche sociali.

Una popolazione autonoma, ma con fragilità emergenti

Dallo studio emerge un quadro complessivamente positivo, con una popolazione ancora ampiamente autonoma e soddisfatta della propria qualità di vita. Emergono tuttavia alcune situazioni di fragilità sociale, in particolare legate alla solitudine, alla gestione dell’economia domestica e alla riduzione delle reti di supporto.

Oltre la metà degli anziani vive da sola e circa un quarto non dispone di una rete sociale nelle vicinanze su cui poter contare in caso di necessità. In particolare, il 7% del campione  dichiara di non avere un riferimento in situazioni di emergenza: un dato che corrisponde a più di 140 persone; sulla totalità della popolazione potenziale di riferimento a Lugano, il dato corrisponde a 600 persone.  Resta comunque significativo il fatto che la grande maggioranza degli intervistati, pari al 93%, affermi di poter contare almeno su una persona di riferimento in situazioni di emergenza.

Una rete sociale presente, ma una partecipazione ancora limitata

Se da un lato molti anziani mantengono contatti regolari con familiari e amici, dall’altro la partecipazione alla vita sociale e comunitaria resta limitata. Il 40% degli intervistati dichiara infatti di non prendere parte ad attività sociali, oppure di farlo solo raramente.

Salute e mobilità: aspetti da monitorare con attenzione

Quasi la metà degli intervistati, pari al 47.7%, segnala problemi di salute, soprattutto di natura muscolo-scheletrica e cardiovascolare, a fronte però di un’elevata adesione ai controlli medici. Anche sul fronte della mobilità, emergono alcuni aspetti rilevanti: le difficoltà riguardano una quota limitata ma significativa della popolazione, in particolare negli spostamenti fuori casa. Inoltre, circa il 16.6% segnala la presenza di barriere architettoniche nella propria abitazione.

Strategie e prime misure concrete
Alla luce dei risultati emersi, la Città di Lugano ha avviato una riflessione su possibili interventi per promuovere l’inclusione sociale e migliorare la qualità di vita delle persone anziane. Tra le priorità individuate vi sono un migliore accesso alle informazioni e ai servizi dedicati, il rafforzamento delle reti sociali di prossimità, una maggiore partecipazione alla vita di quartiere e lo sviluppo di iniziative intergenerazionali.

In questo percorso rientrano anche il rafforzamento della collaborazione tra enti e servizi e l’adozione di un approccio integrato tra ambito sociale e sanitario, con l’obiettivo di individuare precocemente le situazioni di fragilità. Questi orientamenti si stanno già traducendo in prime misure concrete, come il potenziamento dello sportello Punto Contatto 70+, lo sviluppo del volontariato di prossimità, la promozione di attività sociali e culturali accessibili, l’avvio di progetti di coabitazione intergenerazionale e di un progetto pilota ispirato al modello del social prescribing.

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