Alberi da frutto storici, Lugano prosegue la mappatura e coinvolge la popolazione
Dal 2019 sono stati censiti oltre 550 alberi da frutto. Chi ne possiede uno o conosce la presenza di esemplari interessanti può contribuire al progetto segnalandoli alla Città entro metà giugno.
3 aprile 2026
La biodiversità frutticola del territorio luganese è al centro del progetto promosso dalla Città di Lugano, che dal 2019 si impegna a riscoprire, documentare e valorizzare le piante da frutto presenti sul territorio. Un’iniziativa volta a preservare un patrimonio bioculturale di grande valore, che unisce ricerca scientifica e partecipazione della cittadinanza, invitata a segnalare attraverso un formulario esemplari interessanti di alberi da frutto o storie ad essi legate.
I primi risultati mettono radici
Dal 2019 a oggi, grazie alla collaborazione tra la Città, l’Alberoteca e la popolazione, sono stati censiti oltre 550 alberi da frutto nei diversi quartieri di Lugano. Complessivamente, la mappatura ha svelato una diversità frutticola degna di nota. Accanto alle specie più comuni – come meli, peri, susini e ciliegi – sono emerse anche specie meno diffuse e inaspettate come pere nashi e banane! Ad oggi si sono riscontrate oltre 60 varietà antiche classiche, 15 varietà locali e 30 varietà uniche, ovvero non riscontrate altrove sul territorio elvetico! Alcune di queste varietà, particolarmente rare o interessanti, sono state recuperate grazie alle campagne di raccolta delle marze e di innesto realizzate negli ultimi due anni. Oggi sono conservate in un nuovo frutteto presso le Serre comunali. Le prime giovani piantine hanno messo radici all’inizio di marzo, contribuendo alla creazione di una collezione-marzoteca, uno strumento dedicato alla salvaguardia e alla diffusione della diversità frutticola nel territorio cittadino.
Un patrimonio che racconta di sapori e saperi tradizionali
Nel corso del lavoro di campo sono emerse scoperte sorprendenti: tra le unicità vi riportiamo le “Damaschine viola delle sorelle Valsangiacomo” a Pazzallo, susine ellittiche viola dal profumo eccezionale, la pera “Brüt ma bón” a Carona, dall’aspetto irregolare ma dal sapore unico, con note che ricordano il cioccolato, la “ciliegia marezzata” di Sonvico, la cui buccia vira dal giallo tenue al rosso. Hanno colto l’attenzione anche una notevole diversità di fichi, che si distinguono per momenti di maturazione, forme e colori. Come il fico nero del ronco, di blu intenso quasi nero. Insieme agli alberi e ai loro frutti, sono emersi anche saperi agricoli ed ecologici: ricette, tecniche di conservazione, utilizzo di attrezzi tradizionali, nomi dialettali e storie familiari. Una testimonianza di come questi alberi custodiscano cultura e conoscenze, oltre che biodiversità. La loro valorizzazione contribuisce infatti a mantenere ambienti ricchi e diversificati e a trasmettere saperi radicati, legati alla cura del territorio.
Nel corso di questi anni, alcune varietà geneticamente uniche sono state sottoposte a una Commissione di esperti svizzeri (PomKom) e italiani, che ne ha permesso una valutazione su più fronti. In alcuni casi si è giunti anche all’ufficializzazione della denominazione, come per la “Pome rose” del Brè, la “Succosa di Sonvico” o la “Bianca e rosa del Carlin” una varietà invernale chiara con sfumature rosate.
I risultati della ricerca sono stati presentati ai cittadini durante un evento pubblico tenutosi alla Corte dei Patrizi di Lugano nel 2024. Questi incontri hanno aiutato i cittadini a scoprire e valorizzare il patrimonio nascosto dei giardini e delle campagne.
Nuova fase del progetto: alla scoperta dei fichi del territorio
Nel 2026 il progetto è entrato in una nuova fase, ampliando il lavoro di inventario grazie al sostegno della Confederazione, tramite l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) e alla collaborazione con le associazioni di categoria ProSpecieRara e ProFrutteti. In questo contesto, un’attenzione particolare viene dedicata alla diversità del fico con un progetto pilota, che trova nella Città di Lugano il suo punto di partenza per il territorio. La mappatura dei fichi viene estesa all’intero territorio cittadino e la popolazione è invitata a contribuire indicando la presenza di esemplari di fico antichi o di origine non commerciale, legati a pratiche locali o familiari. L’obiettivo è valorizzare e documentare una presenza spesso discreta ma significativa, legata alla storia e alla vita quotidiana del territorio.
Per le altre specie, invece, l’inventario 2026 si concentra sui quartieri di Breganzona e Pambio-Noranco. In questi quartieri, la popolazione è invitata a segnalare anche altre specie, incluse quelle meno comuni – come agrumi, pere nashi, fichi d’India, kiwi, peschi, noci, cachi, cornioli, gelsi o olivi – soprattutto se non provenienti da vivaio, ma da seme, talea o innesti scambiati tra privati. Sono di particolare interesse gli alberi importanti per le persone: piante che portano con sé storie, tradizioni, ricette o usi familiari.
Come segnalare un albero
Chi possiede un vecchio albero da frutto o conosce la presenza di esemplari interessanti può contribuire al progetto compilando il formulario online indicato sotto o chiamando il numero +41 79 922 24 82. La segnalazione va fatta entro metà giugno.
Con il contributo della cittadinanza, la Città di Lugano continua a valorizzare un patrimonio fatto di biodiversità, paesaggio e memoria condivisa.