Parte della Città di Lugano dal 2008, il quartiere di Carabbia inizialmente basava la sua economia soprattutto sull'agricoltura, mentre negli ultimi decenni ha registrato una notevole crescita della popolazione. 

Nel XIX secolo, sopra l'abitato, venne scavata la Grotta del tesoro, dove si sperava di trovare un filone argentifero.

L'attuale nome Carabbia deriva probabilmente da Carà (carreggiata), mentre risulta che nel Medioevo la famiglia dei nobili Della Torre di Mendrisio e il convento di Torello (a Carona) possedevano terreni a Carabio (il nome figura in documenti risalenti al 1270).

Luoghi di interesse

Situata nel centro di Carabbia dal 2006, una scultura dell'artista svizzero Rudolf Tschudin intitolata Net-Werk, simboleggia il mondo e la rete di relazioni private e pubbliche. La struttura ha un diametro di 2,10 metri e pesa oltre 300 chilogrammi.

Nel XIX secolo venne scavata la Grotta del tesoro (o Grand tresor), una cava di pirite aurifera situata su un pendio scosceso del San Salvatore. Non ci sono conferme sul fatto che ci fossero tracce d'oro, piuttosto la sua natura deriva dall'erosione delle acque avvenuta nel corso dei millenni.

Le grotte sono cinque, di varie dimensioni, e sono state oggetto di studi geologici. Si tratta perlopiù di piccole cavità simili a camere. La prima grotta è lunga 14 m, ha due imbocchi bassi e allungati separati da un masso di circa 20 m. La seconda è lunga 12 m, l'entrata è bassa e larga. Alla terza grotta, lunga 13 m, si accede da un cunicolo stretto che scende rapidamente verso una cameretta bassa e si perde in una fessura. La quarta e la quinta grotta sono lunghe pochi metri. 

Nel nucleo antico, in Piazza Balmelli, si trova Casa Laurenti, monumento storico costruito dal colonnello Cerutti e risalente al XVII secolo. È un edificio che si sviluppa su più livelli e che colpisce per la bellezza della terrazza privata e per le decorazioni a graffito intorno alle finestre (sono di fine fattura anche le porte).

Il Conventino è un edificio di prestigio del Settecento con un'apprezzabile corte interna situato nel cuore del quartiere. È probabile che la sua funzione fosse quella d'accogliere le carovane di frati che accompagnavano il vescovo di Como quando si recava nelle dimore estive sull'Arbostora. Ai tempi si coltivava la vigna e c'era pure una masseria.