Avviati ufficialmente i lavori per la realizzazione della Città della Musica
Si è svolta a Besso la cerimonia simbolica di avvio del cantiere per il nuovo polo di competenze dedicato alla formazione musicale, al patrimonio sonoro e alle principali realtà di livello nazionale e internazionale in campo musicale.
27 marzo 2026
Si è svolta oggi a Besso, la cerimonia simbolica di avvio dei lavori di realizzazione della Città della Musica. Il nuovo polo di competenze dedicato alla formazione musicale, al patrimonio sonoro e alle principali realtà di livello nazionale e internazionale in campo musicale sarà realizzato sul sedime dell’ex Studio radio RSI. Alla cerimonia sono intervenuti Ina Piattini Pelloni, Presidente della Fondazione Conservatorio della Svizzera italiana, Christoph Brenner, Direttore generale del Conservatorio della Svizzera italiana e Direttore della Scuola universitaria di Musica, gli architetti Karolina Slawecka e Pawel Krzeminski di Architecture Club, Marina Carobbio Guscetti, Consigliera di Stato, Direttrice del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), Michele Foletti, Sindaco della Città di Lugano, Giovanni Merlini, Presidente del Consiglio SUPSI e Carlo Donadini, Presidente dell’Associazione Amici Conservatorio della Svizzera italiana.
Promossa dalla Fondazione Conservatorio della Svizzera italiana, la Città della Musica sarà il polo d’eccellenza per la formazione, la produzione, l’innovazione e la conservazione del settore musicale ticinese e nazionale. La struttura esistente, un bene culturale di grande pregio e storico stabile della RSI, sarà riadattata alle nuove funzioni e rimodellata per collegarsi in futuro con due nuovi volumi. Il progetto rientra nel panorama universitario ticinese e intende salvaguardare la continuità della Scuola universitaria di musica e delle altre due scuole: il Pre-College e la Scuola di musica, oltre a dare una nuova sede alla Fonoteca nazionale svizzera. Pone inoltre le basi per una condivisione di spazi con diversi attori attivi sul territorio: Orchestra della Svizzera italiana, Barocchisti, Coro e produzione musicale della RSI, nonché Sonart.
Il cantiere è stato avviato nel febbraio 2026. Si prevede che lo Stabile A (ex RSI) sia consegnato nel 2028, in modo da garantire l’avvio dall’anno scolastico e accademico 2028/29 nella nuova sede, mentre la realizzazione dei nuovi edifici dovrebbe terminare nel 2029.
“Nel nostro vissuto, l’ipotesi di una Città della Musica, l’avremmo dovuta confinare nei sogni. Invece oggi siamo qui per segnare l’inizio di una realtà che traghetterà il Conservatorio e il panorama culturale luganese in una nuova dimensione” ha sottolineato Ina Piattini Pelloni, ringraziando il Cantone e la Città di Lugano per il sostegno unanime al progetto, come pure i generosi donatori privati che lo renderanno possibile.
“È un momento emozionante!” le ha fatto eco Christoph Brenner: “Oggi celebriamo l’avvio concreto della costruzione. Parliamo di muri, spazi, architettura. La vera sfida però inizierà dopo: far vivere questo luogo. Ma siamo fiduciosi: l’entusiasmo, la visione e il sostegno di tutti ci permetteranno di trovare le risorse necessarie”.
Gli architetti di Architecture Club hanno poi presentato la pietra simbolica che verrà posata al termine dei lavori. Si tratta di una lastra con un’iscrizione, che sarà inserita nel piazzale e richiama le lastre con incisi i nomi dei tre architetti progettisti dello Studio radio (Alberto Camenzind, Rino Tami e Augusto Jäggli) situate all’entrata dello stabile. “Progettare una scuola di musica non significa solo parlare di budget e di aspetti tecnici, ma soprattutto significa creare le condizioni affinché le nuove generazioni possano sperimentare, creare e vivere la musica” hanno detto gli architetti.
La Consigliera di Stato Carobbio Guscetti, ricordando il sostegno concreto del Cantone al progetto, ha ribadito il grande valore che ricopre per tutto il territorio: “Consolidare un centro dedicato alla formazione musicale significa investire nell’oggi a favore del domani. Significa offrire alle nuove generazioni ancora più opportunità di studio, di crescita e di apertura all’espressione artistica. Significa rendere questo territorio più attrattivo per le nostre musiciste e i nostri musicisti, così come per quelli provenienti da altre realtà. E significa creare uno spazio aperto alla sperimentazione: un luogo dove nuove idee possano nascere e dove tradizione e innovazione possano incontrarsi”.
Il sindaco Foletti ha dal canto suo evidenziato il valore del progetto per la città di Lugano: “Negli ultimi anni Lugano ha compiuto un percorso importante per rafforzare la propria identità culturale. Con il LAC la città si è dotata di un luogo di diffusione artistica di altissimo livello, capace di ospitare grandi produzioni e artisti di fama internazionale. Oggi abbiamo l’opportunità di completare quel percorso, dando vita a un polo che si configurerà come un vero e proprio ecosistema musicale di qualità”. Il sindaco ha poi ricordato: “Queste mura non ospiteranno solo professionisti, studenti o istituzioni. Sarà anche un luogo aperto alla cittadinanza”.
Giovanni Merlini ha definito “sbalorditiva” la cronologia delle tappe del progetto: “Siamo arrivati alla posa della prima pietra in tempo da record e ciò non è solo dovuto a una favorevole congiunzione astrale. L’assenza di ricorsi sulla varante di Piano regolatore prima e l’assenza di opposizioni alla domanda di costruzione dopo non sono affatto casuali, bensì dimostrano come la Città della Musica sia un progetto strutturalmente solido, ampiamente condiviso e sostenuto da tutti gli attori coinvolti, istituzionali e privati, compresi gli abitanti dello stesso comparto interessato”.
L’ampio sostegno al progetto è stato sottolineato anche da Carlo Donadini, che ha ringraziato le istituzioni e i mecenati per il loro significativo contributo. “Ma è giusto ricordare anche le tante persone, i cittadini e le cittadine che nel tempo hanno contribuito in modi diversi, offrendo ciascuno il proprio sostegno e credendo nella bontà dell’idea che sta alla base di questa impresa. In questo senso, quella odierna è una festa davvero corale, che coinvolge l’intera collettività alla quale apparteniamo. Non la celebrazione di una minoranza o di un’élite di melomani raffinati. Ed è bello, ed è giusto, che sia così” ha concluso.
La cerimonia è stata impreziosita dagli interventi musicali degli studenti della Scuola universitaria di Musica.