La Val Colla, il cui percorso dal Monte Gazzirola segue per circa 10 km il fiume Cassarate, è compresa nell'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali di importanza nazionale e nella zona di interesse naturalistico cantonale.

Si incontrano Bogno, Certara e Cimadera oltre a Valcolla, istituito nel 1956 dalla fusione dei piccoli comuni di Colla, Insone, Piandera, Scareglia e Signôra, nati probabilmente per la transumanza alpestre del bestiame.

Tra il 1854 e il 1856 viene costruita la strada che permette l'accesso alla Valcolla e intensifica le relazioni con Lugano. Si assiste col passare degli anni alla migrazione della popolazione verso la città: molte case diventano residenze secondarie, cresce l'attività del settore terziario, diminuisce drasticamente il numero di persone impiegate in quello primario.

Luoghi di interesse

A Cozzo, nella località Cucchetto, sono segnalati nove massi cuppellari, dal  significato di difficile interpretazione; non si esclude possa trattarsi della demarcazione di un confine.

A Colla invece sono segnalati otto massi, su due dei quali sono incisi tre gruppi di incavi disposti a semicerchio.

I coppi dei tetti delle case valcollesi provengono quasi tutti dalla fornace di Curtina, di proprietà della famiglia Mazza.

Di proprietà del Club Alpino Svizzero Sezione di Lugano, la capanna del Monte Bar è facilmente raggiungibile attraverso diversi itinerari. È situata nella magnifica cornice che domina a nordest la catena prealpina che dal Monte Brè si estende al Monte Boglia, ai Denti della Vecchia, al Passo del San Lucio fino al Monte Gazzirola, a sud il Lago Ceresio e la città di Lugano in tutta la sua estensione e oltre, fino alla provincia di Varese e all'aeroporto della Malpensa, a ovest il Monte Rosa e, in giornate di cielo terso, la catena delle Alpi Bernesi fino al Finsterarhorn.

Di costruzione tardomedievale viene ampliata nel 1780 e restaurata nel 1975.
Al suo interno si ammirano quattro tele risalenti ai secoli XVI-XVIII raffiguranti il martirio di San Sebastiano; San Rocco; Santa Maria Maddalena e la Madonna col bambino.

 

Risalente alla seconda metà del XVI secolo, la chiesa si trova isolata sotto il paese.
Al suo interno si possono ammirare i dipinti dei secoli XVII-XIX raffiguranti San Pietro Martire, San Giuseppe e San Rocco.

Si tratta di un'aula rettangolare, nel nucleo, risalente al tardo Medioevo. È oggetto di radicali trasformazioni nel XIX secolo e nel 1966.

Costruita attorno alla fine del XVI secolo, è oggetto di impotanti lavori di ristrutturazione nel 1937 e di nuovo nel 1976-77.

Val Colla - @ Alessandro Rabaglio