Le parole, i libri, la letteratura, la poesia, il teatro, l'arte in tutte le sue forme sono sempre stati dei rifugi e degli approdi. In un periodo difficile come quello determinato dalla pandemia di coronavirus, il mondo culturale ha reagito con una straordinaria esplosione di creatività proponendo nuove formule, nuovi linguaggi e nuovi canali per condividere la sua offerta.

La Città di Lugano ha deciso di lanciare la campagna di sensibilizzazione "Parole che curano" legata all'emergenza coronavirus per essere vicina alla popolazione con la potenza emotiva delle parole. Ben 45 autori - tra poeti e narratori della Svizzera italiana, con personalità attive nel teatro svizzero - hanno raccolto l'invito della Città e hanno offerto testi inediti, spesso scritti per l'occasione, poesie o brani tratti da loro opere recenti per aiutare la popolazione a proiettare lo sguardo oltre i muri delle case, nella natura, nelle strade che tornano a vivere, nel desiderio di condivisione. Le parole sono affisse su manifesti presenti nei vari quartieri di Lugano: accompagnano i cittadini, li tengono per mano quando escono dalle loro abitazioni e, piano piano, si riappropriano della loro città. Camminando e attraversando Lugano spuntano così le parole di poeti, narratori, danzatrici, coreografe, attori, registi, commediografi, una clownessa e compagnie teatrali. I manifesti vanno a costituire un bosco di pannelli accogliente, curativo: le parole, con la loro intensità, offrono messaggi di speranza e bellezza che aiutano a guardare con fiducia al futuro, nell'attesa di tornare a leggere insieme, di tornare a vivere i luoghi di cultura e le manifestazioni culturali.

Manifesti - @ Città di Lugano

La veste grafica dei manifesti combina due colori allegri, in alternanza: scritte viola su fondo arancio o scritte arancio su fondo viola. È una mostra all'aperto, per tutti, che invita a soffermarsi e che al contempo ci accoglie e ci incoraggia. L'invito è anche quello di lasciarsi ispirare e di condividere le proprie parole con gli hashtag #laculturacura e #distantimavicini.

"Parole che curano", pensato dalla Divisione Cultura in collaborazione con l'Ufficio comunicazione della Divisione Comunicazione e relazioni istituzionali della Città di Lugano, è una declinazione della campagna di sensibilizzazione "Lugano, la Città ti è vicina. Insieme sarà più facile" legata all'emergenza coronavirus per manifestare solidarietà e vicinanza alla popolazione. "Parole che curano" costituisce inoltre una delle prime azioni del progetto "Cultura e Salute" della Divisione Cultura.

Gli autori che hanno collaborato al progetto, a cui va la profonda gratitudine della Città di Lugano, sono (in ordine alfabetico): Valerio Abbondio, Laura Accerboni, Prisca Agustoni, Fabiano Alborghetti, Fabio Andina, Antonio Ballerio, Yari Bernasconi, Andrea Bertagni, Andrea Bianchetti, Aurelio Buletti, Agostino Colombo, Daniele Dell'Agnola, Pietro De Marchi, Angela Dematté, Laura Di Corcia, Lorena Dozio, Andrea Fazioli, Begoña Feijoo Fariña, Anna Felder, Matteo Ferretti, Compagnia Finzi Pasca, Massimo Gezzi, Virginia Helbling, Alexandre Hmine, Yasmine Hugonnet, Gardi Hutter, Gilberto Isella, Fabio Jermini, Elena Jurissevich, Pierre Lepori, Alessandro Martini, Pietro Montorfani, Gerry Mottis, Alberto Nessi, Giorgio Orelli, Enzo Pelli, Ugo Petrini, Fabio Pusterla, Milo Rau, Carmelo Rifici, Rimini Protokoll, Carlo Silini, Tommaso Soldini, Flavio Stroppini, Matteo Terzaghi, Trickster-p.

Manifesti - @ Città di Lugano
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