Attualmente in Svizzera sono in vigore dei provvedimenti restrittivi, validi in tutti i Cantoni, per contrastare la pandemia di coronavirus. Le limitazioni sono state decise dal Consiglio federale nell'ambito della "situazione particolare" prevista dalla Legge sulle epidemie. Nei casi in cui siano più severi di quelli nazionali, vanno osservati i provvedimenti presi dai Cantoni. In Ticino sono in vigore delle disposizioni decise dal Consiglio di Stato.

Dal 19 aprile 2021 sono stati annunciati degli allentamenti delle restrizioni a livello federale.

È indispensabile che tutti i cittadini, di tutte le età, continuino a rispettare le istruzioni per cercare di contenere le nuove infezioni. La collaborazione di tutti è fondamentale.

Le autorità invitano i cittadini che avessero avuto contatti con persone colpite da coronavirus o che comunque presentassero sintomi delle vie respiratorie inferiori (tosse o difficoltà a respirare) e febbre a evitare di presentarsi spontaneamente nelle strutture sanitarie, ma di rivolgersi esclusivamente per telefono al proprio medico di famiglia, al Servizio di guardia medica (t. +41 91 800 18 28) o alla Centrale di soccorso 144 nei casi urgenti o ai Pronto soccorso del Cantone (previo contatto telefonico).

Per l'ingresso in Svizzera dall'estero valgono le norme dell'Ordinanza COVID-19 provvedimenti nel settore del traffico internazionale viaggiatori.

La campagna vaccinale in Ticino

Dal 4 gennaio 2021 è iniziata in Ticino la campagna vaccinale contro il coronavirus, che attualmente è aperta alle persone con 65 anni o più, a tutte le persone con malattie croniche ad alto rischio e al personale sanitario a contatto diretto con pazienti.

Maggiori dettagli sulle modalità di prenotazione della vaccinazione presso uno dei centri cantonali o presso uno studio medico sono disponibili sul portale del Cantone.

Le persone che desiderano informazioni generali sul vaccino possono rivolgersi al proprio medico curante o alla hotline nazionale chiamando il numero 058 377 88 92 (lu-do, ore 6.00-23.00). È possibile consultare inoltre la sezione dedicata alla vaccinazione sul sito del Cantone.

Le principali misure da seguire

Situazione attuale, prossimo aggiornamento il 19 aprile 2021

Per evitare che il virus continui a diffondersi è fondamentale rispettare le distanze di sicurezza e le misure d'igiene nei contatti interpersonali, durante le attività e gli spostamenti, anche se non si hanno sintomi di malattia. Perciò è determinante la responsabilità individuale. A ciò si aggiungono le disposizioni sull'auto-isolamento, l'auto-quarantena e l'isolamento delle persone malate.

Il virus può colpire chiunque, anche in maniera grave. Per proteggere non solamente se stessi - indipendentemente dalla propria età e provenienza geografica - ma per proteggere tutta la popolazione e per evitare che con i propri comportamenti si possano contagiare altre persone - in particolare anziani, donne incinte e chi ha determinate problematiche di salute -, è fondamentale rispettare tutte le misure disposte a livello federale e cantonale, anche se non si hanno sintomi di malattia. Tra le regole principali ci sono:

  • Mantenere le distanze, evitando il contatto fisico, le strette di mano, gli abbracci, i baci
  • Restare il più possibile a casa ed evitare spostamenti o viaggi non indispensabili
  • Evitare i luoghi affollati
  • Lavarsi accuratamente e spesso le mani o disinfettarle
  • Avere sempre una mascherina a portata di mano per proteggere gli altri e sé stessi; quando indossata, la mascherina deve coprire sia il naso sia la bocca
  • Proteggere le persone più fragili, come malati e anziani, osservando anche le direttive previste negli ospedali e nelle case per anziani
  • Rispettare le disposizioni relative alla quarantena e all'isolamento; se si manifestano dei sintomi, restare a casa ed evitare il contatto con altre persone.
  • Tossire e starnutire in un fazzoletto o nella piega del gomito
  • Evitare il contatto ravvicinato con persone che manifestano tosse e febbre
  • Non toccarsi bocca, occhi e naso con le mani
  • Non prendere antibiotici se non prescritti dal medico
  • In caso di dubbio non andare al Pronto soccorso, ma chiamare il proprio medico di famiglia o i numeri indicati più sopra
  • Subito dopo il loro uso, raccogliere rifiuti come mascherine, fazzoletti (anche di carta), articoli di igiene e chiuderli in un sacco di plastica da riporre a sua volta all'interno del sacco ufficiale dei rifiuti
  • È possibile ridurre il rischio di trasmissione del virus negli ambienti chiusi arieggiando regolarmente tutti i locali in cui sono presenti persone
  • In tutta la Svizzera è necessario indossare la mascherina in numerosi contesti, sia al chiuso sia all'aperto. Attualmente vige l'obbligo della mascherina nei locali chiusi: se più persone lavorano nello stesso locale, tutti devono portare una mascherina. Questa regola vale anche in caso di grande distanza (per esempio negli uffici open space). Anche in molti luoghi pubblici vige l'obbligo della mascherina: per esempio nei negozi, sui mezzi pubblici e nelle aree pedonali animate. Vale la seguente regola generale: portare sempre la mascherina quando non si è a casa e non è possibile tenersi costantemente a una distanza di almeno 1,5 metri da altre persone.
  • Limitare gli incontri non indispensabili ed evitare gli assembramenti e le folle. Per gli incontri privati, sia al chiuso sia nello spazio pubblico, e le attività sportive e culturali nel tempo libero vanno rispettate le restrizioni decise dal Consiglio federale per ogni attività. La regola generale è la seguente: 15 persone al massimo per incontri all'aperto, mentre negli incontri privati al chiuso, nella cerchia familiare o degli amici, possono partecipare al massimo 10 persone. Prima di un incontro, è possibile effettuare un test.
  • In tutta la Svizzera le manifestazioni pubbliche sono vietate, con alcune deroghe. Delle norme ulteriori sono state decise dal Consiglio di Stato ticinese
  • Nel Canton Ticino, alle persone particolarmente a rischio per età o patologie pregresse non vaccinate è vivamente raccomandato di limitare la frequentazione di strutture accessibili al pubblico e luoghi pubblici con elevata concentrazione di persone, in particolare concentrando l'accesso ai negozi nella fascia oraria mattutina fino alle ore 10.00 per acquisti che non vengono fatti tramite i servizi comunali o le consegne a domicilio
  • Dal 18 gennaio 2021 il Consiglio federale impone l'obbligo del telelavoro. I datori di lavoro devono disporre il telelavoro nei casi in cui, per la natura dell'attività, ciò è possibile e attuabile senza un onere sproporzionato. Le persone particolarmente a rischio vengono protette in modo specifico con l'introduzione del diritto al telelavoro o a una protezione equivalente sul posto di lavoro, oppure alla dispensa dal lavoro
  • Fornire i propri dati di contatto per il tracciamento nei luoghi dove vengono chiesti; è raccomandata l'installazione dell'app SwissCovid sul proprio cellulare

Particolare attenzione per anziani, donne in gravidanza e malati cronici

Le persone anziane e le persone che soffrono di alcune malattie - in particolare ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari, diabete, malattie croniche dei polmoni e delle vie respiratorie, cancro, malattie e terapie che indeboliscono il sistema immunitario, cirrosi epatica, nefropatia cronica, obesità di 2° grado (IMC ≥ 35 kg/m²) - sono particolarmente esposte al rischio di complicazioni gravi, che possono metterne in pericolo la vita. L'Ufficio federale di sanità pubblica ha deciso di includere anche le donne in gravidanza nella categoria delle persone particolarmente a rischio poiché possono presentare un rischio più elevato di decorso grave della malattia.

Per gli anziani il rischio di decorso grave in caso di contagio aumenta con l'avanzare dell'età. A partire dai 50 anni aumenta inoltre il tasso di ricoveri ospedalieri. Anche le malattie preesistenti incrementano ulteriormente il rischio.

Gli sportelli sono disponibili con orari ridotti solo su appuntamento, da fissare, laddove possibile, contattando gli uffici al telefono. È possibile inoltre rivolgersi per informazioni al centralino telefonico della Città, chiamando il numero +41 58 866 71 11.

Per l'erogazione di molti servizi la Città di Lugano dispone di uno Sportello online e ha di recente esteso la possibilità di utilizzare il servizio eBill per il pagamento delle fatture.

La Città di Lugano ha ripreso contatto con le associazioni con cui ha collaborato nella prima fase dell'emergenza pandemica per ripristinare il sostegno alle persone - anziane o adulte - che vivono una situazione particolare di vulnerabilità, per esempio poiché sottoposte a misure di quarantena o di isolamento preventivo, e che non possono contare su una rete familiare o di vicinato.

Per l'approvvigionamento di generi alimentari, l'eliminazione dei rifiuti domestici e le esigenze generali legate alla quotidianità - in assenza di soluzioni alternative - è possibile contattare la Divisione Socialità al numero +41 58 866 74 57 (lu-ve, ore 9.00-11.30 e ore 14.00-16.00).

La Città di Lugano ha varato una serie di misure di sostegno per la popolazione e le attività economiche. Le agevolazioni attualmente in vigore sono le seguenti:

  • alle attività commerciali in affitto negli immobili di proprietà della Città viene condonato il pagamento delle pigioni di marzo, aprile e maggio 2020. Il canone di locazione sarà inoltre ridotto del 30% da giugno alla fine dell'anno. Per informazioni è possibile chiamare il numero +41 91 911 48 97 oppure scrivere un'email a enzo.scognamiglio@gi-pi.ch
     
  • La rinuncia alla riscossione delle tasse per l'occupazione dell'area pubblica per il 2020 e il primo semestre 2021. Il Municipio ha inoltre confermato la disponibilità a mettere in atto anche per il 2021 le agevolazioni adottate nel 2020, in particolare l'estensione del 30% delle aree esterne degli esercizi pubblici e la procedura semplificata per la posa delle terrazze esterne coperte.
     
  • lo stanziamento di CHF 150'000.- in favore degli esercizi pubblici situati nelle aree decentrate, che possono chiedere un rimborso fino a CHF 500.- per spese di rinnovo, miglioria o promozione. La domanda può essere inoltrata online. Per informazioni e richieste è possibile scrivere a economia@lugano.ch.
     
  • il rimborso delle flexicard inutilizzate

 

Il mondo della cultura soffre particolarmente per le misure sanitarie imposte dalle autorità per combattere il coronavirus. La Città di Lugano ha aderito alle misure di sostegno finanziario volute dalla Confederazione: la collaborazione della Divisione Cultura con il Cantone ha in particolare permesso di mettere a disposizione degli operatori e delle imprese culturali della Città circa 120'000 franchi.  Il Cantone per mezzo del fondo Swisslos mette a disposizione lo stesso importo, e la somma dei due contributi viene raddoppiata dai fondi di aiuto federali per progetti di ristrutturazione e acquisizione di nuovi pubblici.  

Le imprese culturali possono richiedere contributi sotto forma di assistenza finanziaria a fondo perso per i costi sostenuti in progetti di ristrutturazione e un risarcimento sotto forma di aiuto finanziario non rimborsabile per i danni economici legati all'annullamento, al rinvio o alle limitazioni nello svolgimento di manifestazioni e progetti o dovuti a limitazioni della loro attività a seguito dell'attuazione di provvedimenti statali.

La Confederazione e il Cantone hanno messo in campo delle ampie misure di sostegno per i singoli lavoratori, per le attività economiche e per gli indipendenti. Sono state attivate le procedure per misure come l'estensione delle indennità per il lavoro ridotto, delle indennità per perdita di guadagno (IPG), la concessione di fideiussioni e prestiti ponte per le piccole e medie imprese (PMI).

Anche per le persone alla ricerca di impiego iscritte all'Assicurazione contro la disoccupazione (AD) sono state concesse delle agevolazioni da parte della Confederazione.

Ulteriori informazioni sulle agevolazioni previste dalla Confederazione sono riportate sul sito della Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Per le agevolazioni cantonali sono disponibili informazioni e formulari sul sito dell'Istituto delle assicurazioni sociali (IAS) e sul portale del Dipartimento delle finanze e dell'economia.

Tra le ultime misure decise, dal 1° marzo 2021 possono essere inviate le domande per ottenere le Prestazioni ponte COVID, che rappresentano un aiuto straordinario e limitato nel tempo per superare le difficoltà dovute alle limitazioni delle attività economiche e lavorative. L'aiuto è complementare al sistema federale e cantonale di sicurezza sociale e agli aiuti puntuali erogati dai Comuni e dagli enti attivi sul territorio. La richiesta va inoltrata direttamente al proprio Comune di domicilio, che si occuperà di stabilire l'eventuale diritto alla prestazione e di erogarla. I cittadini residenti a Lugano devono rivolgersi all'Ufficio intervento sociale (UIS).

Il Consiglio di Stato ha deciso la ripresa delle lezioni dell'anno 2020-2021 con le classi complete e con l'insegnamento in presenza.

Il Governo cantonale ha definito questa situazione come lo Scenario 1, ma non ha escluso che, in funzione dell'evoluzione del contesto epidemiologico locale, possano essere applicati altri due scenari. Un eventuale Scenario 2 prevede lo svolgimento per gli allievi di una parte delle attività in presenza e di una parte a distanza, mentre lo Scenario 3 prevede solamente la scuola a distanza. Inoltre, a dipendenza della situazione (per esempio eventuali messe in quarantena di singole classi o di intere sedi), potrebbero convivere scenari diversi anche all'interno di una medesima sede scolastica.

L'Istituto scolastico comunale si è dotato di un piano di protezione specifico in conformità alle indicazioni cantonali e ha comunicato a tutte le famiglie quali saranno le disposizioni generali di prevenzione e le disposizioni sanitarie che verranno applicate anche nelle scuole dell'infanzia ed elementari della Città di Lugano.

È importante che le persone a rischio o vittime di violenza domestica - fisica, psicologica, sessuale - sappiano che in qualunque momento e circostanza non sono sole e possono trovare sostegno e aiuto, sia in caso di emergenza, sia per delle consulenze, all'insegna del principio "Al sicuro in casa, proteggiamoci anche dalla violenza" (informazioni in altre lingue). 

In caso di emergenza sono attivi 7 giorni su 7, 24 ore su 24 i seguenti numeri: 
Polizia 117
Ambulanza 144

Le donne minacciate di violenza che necessitano di protezione immediata, con o senza figli, possono contattare 24 ore su 24 e 7 giorni su 7: Casa delle Donne, picchetto +41 78 624 90 70 (Sottoceneri).

Per consulenze e sostegno è inoltre a disposizione il Servizio per l'aiuto alle vittime di reati che risponde al numero +41 91 814 75 08 (8.00-17.00) e alla mail dss-lav@ti.ch.

La protezione delle vittime resta quindi la priorità sempre e comunque. La Polizia, se necessario, ordina l'allontanamento di una persona violenta dalla propria abitazione. Può anche emanare divieti di contatto e di avvicinamento e le autorità cantonali continuano a occuparsi dei casi a elevato rischio di violenza.

D'altro canto, se si pensa di essere sul punto di avere una crisi di rabbia, se ci sono tensioni e conflitti in casa e si teme di fare del male ad altre persone o a se stessi, è possibile chiamare l'Ufficio dell'assistenza riabilitativa al numero +41 91 815 78 71 (8.00-17.00) o scrivere alla mail di-uar@ti.ch.

Gestire una situazione di convivenza in isolamento può creare delle dinamiche inedite e una nuova sfida da vivere in famiglia. Non esistono soluzioni preconfezionate per problemi mai affrontati prima, ma è possibile attivare circuiti virtuosi di aiuto reciproco, sempre mantenendo la necessaria distanza sociale.

Per fornire alle famiglie un supporto, è stata messa a punto ed è consultabile qui una guida per madri e padri al tempo del coronavirus, con consigli per accompagnare i propri figli, sia quelli più piccoli, sia gli adolescenti, e trascorrere il tempo a casa in maniera costruttiva, ma anche per gestire le emozioni, relazionarsi nella coppia, continuare a sentire a distanza nonne e nonni e le persone anziane che abitano nella stessa casa o condominio. 

Con la transizione verso il periodo di progressiva ripresa delle attività, i luoghi di lavoro e le scuole si sono riorganizzati per permettere di collaborare mantenendo le distanze di sicurezza e in ambienti igienizzati. Se stare chiusi in casa poneva madri e padri di fronte a sfide inedite, uscire tutti in sicurezza richiede ulteriori complessi adattamenti cognitivi ed emozionali. È consultabile qui la seconda versione della guida (tante attività sociali, ma in sicurezza) che fornisce indicazioni per gestire le proprie emozioni e le nuove forme di comunicazione familiare e sociale, per informare i propri figli sul coronavirus, per controllare ansia e stress, per affrontare un lutto.

Le guide sono frutto di una collaborazione tra i volontari dell'iniziativa Ciao Table e la Città di Lugano.

In questo periodo così delicato, per favorire il benessere personale e della collettività e mantenere la coesione sociale malgrado la distanza fisica, ogni cittadino può richiedere un supporto psicologico personalizzato e immediato chiamando la hotline coronavirus del Canton Ticino 0800 144 144 (tutti i giorni dalle 7.00 alle 22.00) o scrivendo un'e-mail a sostegnopsi@fctsa.ch.

Chi ne sente il bisogno verrà messo in contatto con psicologi e psichiatri dell'Associazione Ticinese Psicologi (ATP) e della Società Ticinese di Psichiatria e Psicoterapia (STPP). Anche la pagina Facebook dell'ATP fornisce informazioni e costituisce una sorta di comunità virtuale di sostegno.

È inoltre disponibile una raccolta di supporti informativi e di opuscoli curata dal Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) del Cantone Ticino, tra cui la guida Prendersi cura di sé... anche in tempi difficili, aggiornata al mese di dicembre 2020.

Sia sul sito del Cantone sia su quello della Confederazione è possibile consultare sezioni dedicate al coronavirus con aggiornamenti e tutte le misure da seguire.

In particolare il Cantone ha predisposto dei flyer informativi e una lista di misure per limitare il rischio di contagio fra la popolazione, anche a tutela delle persone più vulnerabili. 

Gli ecocentri sono stati riaperti al pubblico con i regolari orari, tuttavia i cittadini devono rispettare le distanze di sicurezza ed evitare di sostare inutilmente all'interno.

La raccolta rifiuti resta assicurata tramite la regolare vuotatura dei contenitori presenti sul territorio. Gli ecopunti e i contenitori interrati restano normalmente fruibili.

Subito dopo il loro uso, è importante raccogliere rifiuti come mascherine, fazzoletti (anche di carta), articoli di igiene e chiuderli in un sacco di plastica, da riporre a sua volta all'interno del sacco ufficiale dei rifiuti.

L'incenerimento dei rifiuti in giardino e nel caminetto di casa rimane vietato

Gli scarti da cucina possono essere smaltiti insieme ai rifiuti solidi urbani (RSU). 

Economie domestiche con persone malate o in quarantena
Le economie domestiche con persone malate o in quarantena non devono fare la raccolta separata. Le bottiglie in PET, le confezioni in alluminio, la carta riciclabile, gli scarti vegetali ecc. devono essere smaltiti nel normale sacco insieme agli altri rifiuti domestici per escludere pericoli di contagio. 

Per chiedere il ritiro dei rifiuti domestici delle persone sole in quarantena o in isolamento è possibile chiamare il numero +41 58 866 73 11 dal lunedì al venerdì (ore 9.00-11.00 e 14.00-16.00). Lo stesso numero fornisce anche informazioni generali sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

È attiva una hotline coronavirus del Canton Ticino che risponde tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00 al numero 0800 144 144. Fornisce informazioni sanitarie; inoltre gestisce richieste di sostegno psicologico e informa e orienta in materia di violenza domestica.

Per richiedere informazioni generali, sull'app SwissCovid, sulla quarantena e l'isolamento la popolazione può chiamare l'hotline nazionale che risponde tutti i giorni dalle 6.00 alle 23.00: +41 58 463 00 00. 

Inoltre il Cantone ha istituito un numero per domande sulle indennità per orario ridotto: +41 91 814 31 03. Risponde dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 13.00 alle 16.30.