Poco più di un anno fa Lugano al Verde, l'iniziativa della Città nata per valorizzare il territorio e promuovere la biodiversità, ha lanciato il progetto di mappatura delle antiche varietà di albero da frutto su tutto il territorio di Lugano, con l'obiettivo di riscoprire e conservare il nostro patrimonio frutticolo, i cui primi risultati sono stati presentati alla fine di agosto. Da giugno 2019 a marzo 2020, il team guidato da Muriel Hendrichs (l'alberoteca), in collaborazione con Maurizio Cerri (Amici del torchio di Sonvico) e Manuela Ghezzi (ProSpecieRara) e con il prezioso aiuto degli abitanti, ha censito 236 alberi madre di 25 specie frutticole in dieci tra quartieri e rioni di Lugano: Sonvico, Pazzallo, Gandria, Brè, Dino, Villa Luganese, Lugano, Ruvigliana, Figino e Pregassona.

I primi risultati della mappatura delle piante da frutto

Con 81 alberi censiti, il melo è risultato la specie più frequente, seguono il fico comune con 25 alberi, il susino 22, 20 ciliegi, 10 cachi, 9 ulivi, 8 peri, 7 albicocchi, castagni, gelsi (di cui 2 bianchi), noci e viti europee, 6 amarene, 5 peschi, 3 nespoli del Giappone,  kiwi e nespoli comuni. Sono stati trovati un esemplare di avocado, banano, corniolo, kumquat, limone, pompelmo e ribes.

Il team di ricerca ha suddiviso gli alberi in tre categorie: le specie classiche (di cui fanno parte albicocchi, cachi, castagni, ciliegi, fichi, kiwi, meli, noci, peri, peschi, susini, ulivi e viti); le specie dimenticate o frutti minori (che comprendono amarena, corniolo, gelso e nespolo) e le specie insolite – come avocadi, banani, fichi d'india, kumquat, limone, pompelmo – che, sebbene non tipiche della regione, rappresentano comunque un dato interessante.

Laddove possibile, per ogni albero censito sono state raccolte testimonianze di chi conosce gli esemplari in questione, in modo da ricostruire, pezzo per pezzo, le nostre tradizioni legate alla frutticoltura: i nomi attribuiti alle specie nei dialetti locali, le ricette con cui si conservavano i frutti, le usanze e le storie legate al raccolto. Tutte informazioni estremamente preziose che rischiamo di perdere insieme agli ultimi esemplari degli alberi madre e agli ultimi testimoni del passato agricolo della città e dei suoi dintorni.

Nel corso di questa prima tappa del lavoro di mappatura non sono mancate le belle sorprese. La più importante tra tutte è la scoperta, a Brè, di una varietà di mela che si credeva estinta: la pom rose anche detta rosé, il cui nome ricorda la polpa rosata di questo delizioso frutto. Si tratta di un genotipo unico a livello svizzero che va a completare la Collezione di antiche varietà del patrimonio nazionale.

Dalle prime analisi genetiche – effettuate su un primo campionario di 20 piante madri – sono state recuperate quattro genotipi unici di mele, quattro varietà di ciliegie, uno di susino e uno di pera.

Il progetto prosegue e tutti possono dare il loro contributo

La mappatura delle antiche varietà di alberi da frutto sul territorio di Lugano proseguirà fino al 2022, dopo di che avrà inizio il piano di valorizzazione del patrimonio frutticolo. Per la buona riuscita del progetto è importante la collaborazione dei cittadini.

Chi possiede un vecchio albero da frutto o sa dove se ne trova uno, può compilare il formulario di segnalazione o contattare direttamente Muriel Hendrichs al numero +41 79 412 73 84. Tutte le informazioni sono preziose: le storie sull'albero che raccontavano nonne e nonni, le ricette con cui si conservavano i frutti, i nomi in dialetto, così da scongiurare il rischio che vadano persi pezzi della nostra storia insieme agli ultimi esemplari degli alberi madre.

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